Superamento della politica ideologica e della nemicità (4)

Il superamento dell’ideologia e, in generale, della condizione di nemicità, ha un preciso fondamento trinitario. Il Dio dolorosamente chiamato da Gesù non è infatti il Nemico, ma l’Altro; la domanda di Gesù – che io, singolo uomo, nella mia vita posso rivivere -non apre uno scontro, ma sonda il nuovo spazio che mi è aperto dall’ Altro, come spazio condiviso e nel quale mi sento smarrito perché non lo domino, non è mio possesso, ma è il luogo della relazione che domino solo insieme all’ Altro: il grido di Gesù fonda e svela all’uomo la realtà dell’ Altro, non più come nemico, ma come essenziale alla mia ....continua a leggere --->

L’umanità come soggetto politico (3)

Ogni soggetto politico “particolare” – il singolo, il partito, l’associazione – è portatore dell’elemento umano universale; ogni soggetto politico è dunque ad un tempo particolare (perché portatore di una specificità di cultura, di opzioni, di interessi) e universale (perché contiene il soggetto universalmente umano, perché è Gesù che opera in tutto ciò che è umano).
Da ciò consegue che nessuna parte politica – neppure una parte che ritenesse di ispirarsi al cristianesimo -può pensare di possedere interamente la verità nella storia, che spetta invece al soggetto politico nella sua interezza: l’umanità. Ogni ....continua a leggere --->

Verso un nuovo concetto di sovranità (2)

L’effìcacia della politica, la realizzazione del suo fine, si misura sulla partecipazione al bene da parte dell’ultimo, perché è sull’ultimo che il Padre ha esercitato la Sua onnipotenza, risuscitando l’Abbandonato. (…) L’atto di potere è vero servizio, cioè esprime la sottomissione di colui che comanda ad un ordinamento più grande di lui. L’esercizio del potere è dunque di per sé un servizio: l’essere per (e non «essere in sé»); e la dimensione del servizio non può, di conseguenza, essere intesa come perfezionamento aggiuntivo all’azione politica – da parte di colui che comanda e, poiché è ....continua a leggere --->

La realtà trinitaria quale contributo alla dimensione politica (1)

(…) «L’Assoluto, spiega Giuseppe Zanghì, si rivela Trinità, dicendoci definitivamente quel che l’Assoluto non è! L’Assoluto non è la negazione della diversità: Egli in se stesso è, in un suo modo, diversità! (. ..) Questa rivelazione, ove l’Assoluto – l’Uno dice di Sé: “Siamo” (cf. Gv 10,30), è stata l’autentica dichiarazione di consistenza della storia, del divenire, dell’utopia». È dunque la rivelazione dell’Unitrinità di Dio ad aprire lo spazio al sociale umano, che possiamo definire come «lo spazio dell’esistenza dell’uomo nel quale egli, libero e intelligente, deve giungere a ....continua a leggere --->