PER UN NATALE IN CUI BRILLI LA CONDIVISIONE

Il periodo natalizio, un momento previlegiato per andare in profondità rispetto a ciò che di più bello esso ci richiama e vuole sostanziare il nostro vivere, ancora una volta è pesantemente condizionato da un eccessivo risalto al mangiare, al divertirsi, agli acquisti, alle vacanze… e ciò rischia non solo di svuotare desolatamente il significato autentico del Natale e di conseguenza il venir meno alla nostra testimonianza nell’essere credibili più che credenti, ma anche di cadere un po’ tutti ancor più drammaticamente in un sonno collettivo delle stesse coscienze. Che ciò quindi ci spinga coraggiosamente a ritornare all’essenziale e, andando ....continua a leggere --->

Ovunque senza tregua

Gesù è venuto venti secoli fa a «morire per la propria gente». Ora vuol tornare attraverso di noi.

Lo scopo, il fine, il motivo per cui Gesù è venuto al mondo è tutto racchiuso in una frase: «Morire per la propria gente». E, notate, Gesù non «è morto per la sua gente», che era innanzitutto il popolo ebreo e poi l’umanità intera, soltanto in croce. No: Gesù è stato sempre pronto a «morire per la sua gente». La sua vita ne è lo specchio più luminoso… avvicinando e sanando storpi, ciechi, paralitici, rifiuto di quella società che vedeva nel dolore una conseguenza del ....continua a leggere --->

Dialogare è fare qualcosa insieme…

Vi raccomando, in maniera speciale, la capacità di dialogo e di incontro. Dialogare non è negoziare. Negoziare è cercare di ricavare la propria “fetta” della torta comune. Non è questo che intendo. Ma è cercare il bene comune per tutti. Discutere insieme, oserei dire arrabbiarsi insieme, pensare alle soluzioni migliori per tutti. Molte volte l’incontro si trova coinvolto nel conflitto. Nel dialogo si dà il conflitto: è logico e prevedibile che sia così. E non dobbiamo temerlo né ignorarlo ma accettarlo

Ricordatevi inoltre che il modo migliore per dialogare non è quello di parlare e discutere, ma ....continua a leggere --->

Un’azione culturale caratterizzata dalla fraternità

Già nei primi decenni del secolo scorso, Hans Kelsen notava che “l’uguale capacità di tutti i cittadini di compiere qualsiasi funzione politica in realtà consiste nella possibilità di essere resi atti a tali funzioni”; e pertanto “l’educazione alla democrazia diviene una delle principali esigenze della democrazia stessa”. In poche parole: ‘fare politica’ (sia da parte di un rappresentante eletto ad una carica pubblica, sia da chi intenda esercitare la propria cittadinanza in modo consapevole e responsabile) è un’arte che non s’improvvisa e che richiede l’acquisizione e l’implementazione (il sostegno – la ....continua a leggere --->