Cos’è il bene comune (5)

Che cos’ è il bene comune? Potremmo tentare, ora, di definirlo così: è quel bene che il singolo raggiunge solo se lo conseguono anche tutti gli altri. La persona, in tal modo, rimane la misura del bene, sia presa singolarmente, sia considerata nella comunità e nei corpi intermedi ai quali essa, insieme ad altre, dà vita. Dunque il singolo cittadino, nel suo mondo vitale, rimane la misura del bene, che, di conseguenza, non sarà determinato da una media astratta ricavata dalla somma dei beni di tutti: ogni singolo cittadino deve essere preso in considerazione; e sarà il cittadino più svantaggiato a dire in che misura il bene comune è stato ....continua a leggere --->

Superamento della politica ideologica e della nemicità (4)

Il superamento dell’ideologia e, in generale, della condizione di nemicità, ha un preciso fondamento trinitario. Il Dio dolorosamente chiamato da Gesù non è infatti il Nemico, ma l’Altro; la domanda di Gesù – che io, singolo uomo, nella mia vita posso rivivere – non apre uno scontro, ma sonda il nuovo spazio che mi è aperto dall’ Altro, come spazio condiviso e nel quale mi sento smarrito perché non lo domino, non è mio possesso, ma è il luogo della relazione che domino solo insieme all’ Altro: il grido di Gesù fonda e svela all’uomo la realtà dell’ Altro, non più come nemico, ma come essenziale alla ....continua a leggere --->

L’umanità come soggetto politico (3)

Ogni soggetto politico “particolare” – il singolo, il partito, l’associazione – è portatore dell’elemento umano universale; ogni soggetto politico è dunque ad un tempo particolare (perché portatore di una specificità di cultura, di opzioni, di interessi) e universale (perché contiene il soggetto universalmente umano, perché è Gesù che opera in tutto ciò che è umano).
Da ciò consegue che nessuna parte politica – neppure una parte che ritenesse di ispirarsi al cristianesimo -può pensare di possedere interamente la verità nella storia, che spetta invece al soggetto politico nella sua interezza: l’umanità. Ogni ....continua a leggere --->

Verso un nuovo concetto di sovranità (2)

L’effìcacia della politica, la realizzazione del suo fine, si misura sulla partecipazione al bene da parte dell’ultimo, perché è sull’ultimo che il Padre ha esercitato la Sua onnipotenza, risuscitando l’Abbandonato. (…) L’atto di potere è vero servizio, cioè esprime la sottomissione di colui che comanda ad un ordinamento più grande di lui. L’esercizio del potere è dunque di per sé un servizio: l’essere per (e non «essere in sé»); e la dimensione del servizio non può, di conseguenza, essere intesa come perfezionamento aggiuntivo all’azione politica – da parte di colui che comanda e, poiché è ....continua a leggere --->