«Il mondo soffre per mancanza di pensiero».

Viviamo immersi in un clima di polarizzazione generalizzata che ci soffoca. (…) In definitiva, il pluralismo, onnipresente nel dibattito pubblico e premessa intoccabile del politicamente corretto, è sfociato in un’inarrestabile smania di dividersi su tutto. (…) In pratica, non riusciremo mai ad acquisire una «forma mentis depolarizzatrice» … se restiamo sulla superficie delle cose. L’attuale crisi relazionale, di cui la polarizzazione è solo un drammatico effetto disgregante, è una “crisi culturale” che può essere superata solo con un plus di cultura. E di pensiero. Perché, in fondo, chi polarizza ....continua a leggere --->

Per vivere una politica che unisce

Il problema della politica è di essere sempre più condizionata dal protagonismo narcisista di piccoli solisti, invece di comprendere che adesso più che mai vi è la fondamentale esigenza di sperimentare l’esperienza della coralità delle differenze in quanto essa è premessa essenziale affinché lo stesso agire, il fare raggiunga veramente il suo fine nel modo migliore. È indispensabile dunque non fermarsi a guardare ciò che muore ed è avviato verso la sua decomposizione, ma impegnarci noi per primi a costruire relazioni di reciprocità in ogni ambito in cui siamo impegnati, ancor più in ....continua a leggere --->

Una politica che renda possibile “pensare insieme”

I partiti (ma per alcuni aspetti vale anche per il M5S) sono sempre più chiusi nella loro narcisistica autoreferenzialità e questo li rende sempre meno credibili anche perché, ciò è molto grave, non hanno voluto ripensare il loro ruolo, dandosi nuovi strumenti realmente partecipativi e rendere la loro azione davvero trasparente, così da completare finalmente la dizione dell’articolo 49 della Costituzione e potessero essere legalmente riconoscibili e posti in grado di assumere anche di fronte alla legge le proprie responsabilità. Questo accade perché viviamo un tempo in cui non si dà importanza al pensare insieme e in ....continua a leggere --->

Puntare al dialogo con tutti

Non si può non essere molto preoccupati nel costatare un linguaggio sempre più ossessivamente offensivo: come non capire infatti che questo drammatico annichilimento dell’altro per l’affermazione di sé ci sta portando ad un esito disumanizzante? Sì, è indispensabile invertire la rotta e avviarci decisamente verso il riconoscimento reciproco cercando di puntare al dialogo con tutti.

“È possibile vivere senza il dialogo, senza puntare alla fraternità in un mondo così globalizzato e interdipendente? È chiaro che o si dialoga oppure ci si combatte gli uni gli altri fino alla reciproca distruzione. ....continua a leggere --->