Le città chiamate ad essere laboratori di fraternità

Dopo aver accennato in modo sintetico come attuare nel proprio agire l’arte di amare e contribuire così a far crescere quella politica che fiorisce dalla fraternità vissuta come paradigma politico, nei prossimi post verranno proposti alcuni spunti riguardo ad un luogo particolarmente importante dove possiamo iniziare proprio tutti a sperimentare quanto ciò sia essenziale e cioè la città, le nostre comunità civiche: dobbiamo infatti essere pienamente consapevoli che in esse facciamo tutti parte di un unico disegno e dunque che ciascuno abbiamo in mano un filo che va intrecciato con quello degli altri proprio per tessere la ....continua a leggere --->

La spiritualità dell’unità è una spiritualità collettiva (Ultimo)

Di fronte a queste esigenze così elevate dell’amore politico, qualcuno può pensare che solo pochi eroi siano in grado di soddisfarle, e che l’amore non sia cosa attuabile dai più, nella politica quotidiana. Fermo restando che l’eroicità non è, di per sé, cosa per pochi, ma è invece la vera misura – anche se spesso nascosta – di ciascuno, è proprio su questo punto che viene in evidenza una caratteristica del Movimento Politico per l’Unità: non si pensa mai al politico come ad un individuo isolato, ma come qualcuno che sia espressione di una comunità e ....continua a leggere --->

L’amore reciproco (8)

Infine, il politico dell’unità non si accontenta di amare da solo, ma cerca di portare anche gli altri all’amore, in modo che esso diventi reciproco: solo la risposta amorosa degli altri può confermare che il nostro è vero amore. L’obiettivo dell’amore è di amare insieme, è il fare ‘con’, e non solo ‘per. L’amore reciproco è dunque la verifica dell’efficacia della nostra politica”. È da tale reciprocità che sorgono le comunità: l’amore reciproco è la relazione politica originaria e fondante; è la vera essenza delle istituzioni e dello Stato, che, con i ....continua a leggere --->

Dare la vita (7)

Ma fino a che punto bisogna amare? Fino a dare la vita, se necessario. Chi entra in politica sa che non vive più per se stesso, ma per gli altri. Questa è la risposta: la vocazione del politico, la natura del suo lavoro, richiedono che egli si metta davanti a ciascuno con la disponibilità a morire; e, dunque, a dare tutto ciò che la vita contiene: comprensione, impegno, pazienza; e senza stabilire un limite: è il bisogno dell’altro, del cittadino, della comunità, della nazione, a dettare la misura. Come un padre è disposto a dare la vita per il figlio, di cui è responsabile, il politico è pronto a dare la vita per la ....continua a leggere --->