Recuperare la gentilezza

L’individualismo consumista provoca molti soprusi. Gli altri diventano meri ostacoli alla propria piacevole tranquillità. Dunque si finisce per trattarli come fastidi e l’aggressività aumenta. Ciò si accentua e arriva a livelli esasperanti nei periodi di crisi, in situazioni catastrofiche, in momenti difficili, quando emerge lo spirito del “si salvi chi può”. Tuttavia, è ancora possibile scegliere di esercitare la gentilezza. Ci sono persone che lo fanno e diventano stelle in mezzo all’oscurità. (222.)
(Gentilezza vuol dire avere)…uno stato d’animo non aspro, rude, duro, ma benigno, soave, che sostiene e conforta. La ....continua a leggere --->

Come la fraternità si è fatta strada nella storia

La fraternità universale non è un’idea di oggi. Essa è stata presente nelle menti di spiriti forti. «La regola d’oro – diceva il Mahatma Gandhi – è di essere amici del mondo e considerare “una” tutta la famiglia umana». E a proposito di sé affermava: «La mia missione non è semplicemente la fratellanza dell’umanità indiana. […] Ma, attraverso l’attuazione della libertà dell’India, spero di attuare e sviluppare la missione della fratellanza degli uomini».

E Martin Luther King: «Ho il sogno che un giorno gli uomini […] si ....continua a leggere --->

Un nuovo umanesimo al servizio di un’umanità nuova

L’Enciclica Fratelli tutti non poteva uscire in un tempo più opportuno di questo e dunque proprio per favorire ancor più la sua lettura è davvero molto importante raccogliere questo illuminato invito.

“L’enciclica è una sfida, una sfida a vivere noi meglio l’eredità che Chiara Lubich ci ha lasciato per poter accogliere pienamente questa grande enciclica – perché è una grande enciclica, per me un manifesto del nuovo umanesimo all’altezza dei tempi – , e per dare un contributo vero e valido. ....continua a leggere --->

L’altro siamo noi

Oggi la questione dell’“altro” e del “diverso” è diventata dirimente. Troppo spesso è percepito come l’estraneo da cui difendersi, quando non come il nemico da combattere. Si esclude così il rapporto ogni volta personale con l’altro in quanto è un “tu” che è un “io”, con la sua identità e i suoi doni. Mentre invece – ha spiegato papa Francesco ad Abu Dhabi, lo scorso anno –, l’imperativo: “Conosci te stesso” va oggi declinato con l’imperativo: “Conosci l’altro”.
Occorre invertire la marcia. Anche questo ci dice la terribile prova della pandemia. ....continua a leggere --->