SAPREMO FARGLI POSTO?

Arriva Natale ma il buio che ci sta avvolgendo ci fa provare un doloroso smarrimento e perfino lo stesso luccichio degli addobbi più che motivo di festa aumenta la solitudine. Ciò è dovuto alla pandemia globale che sta causando per la prima volta un esperienza simultanea di distanziamento fisico e di confinamento planetario.
L’impressionante numero di coloro che quotidianamente muoiono nella solitudine, un’immane dolore che sale da ogni parte del mondo, le pesanti ripercussioni che ciò sta provocando sconvolge così tanto le nostre esistenze che dentro si fa sempre più strada ....continua a leggere --->

Far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità

Nell’agire socio-politico sono due i più impegnativi ostacoli che inevitabilmente mettono a dura prova il dialogo e cioè il conflitto e la categoria del nemico. È un dato di fatto che il confronto fra persone, fra vedute e progetti differenti, lo costatiamo quotidianamente, è fonte di conflitto il quale accade a tutti i livelli: tra i diversi ruoli istituzionali, tra le forze politiche, tra quanti compongono la società civile.
Allora occorre prendere coscienza di ciò in modo che il conflitto non venga subìto passivamente ma affrontato e la maniera più adeguata per farlo è ....continua a leggere --->

L’umanità domanda, a gran voce, l’unità (3)

Sì, oggi il divenire dell’umanità domanda, a gran voce, l’unità.

Ciò che si chiede alla politica è di agire con competenza e responsabilità, di essere onesta e coerente, di avere passione e coraggio. Ma il valore che più qualifica l’agire politico è la lungimiranza, cioè la capacità di guardare oltre, più lontano, per pianificare gli assetti futuri della società e favorirne la crescita. Sì, nei momenti di crisi e di ricostruzione decifrare il cambiamento può essere importante, ....continua a leggere --->

Cercare il “senso della vita e delle cose” (2)

Bisogna posporre non solo sé stessi individualmente, che quindi ciascuno deve amare mettendo da parte il proprio io; ma [i popoli] devono posporre anche l’idea che hanno di sé e questo a Chiara Lubich interessava moltissimo come ho potuto constatare negli anni di collaborazione con lei. È l’idea che noi abbiamo di noi stessi come singoli, l’idea che abbiamo come popoli che a volte guasta le cose. Noi siamo più attaccati alle nostre idee che a noi stessi. Saremmo pronti a dare la vita ma non a rinunciare alle nostre idee. E se queste idee fossero sbagliate? Se fossero costruzioni irreali? Chi mi dice dove sta l’errore? ....continua a leggere --->