La libertà ci fa liberi, ci fa gioiosi, ci fa felici.

La libertà rende liberi nella misura in cui trasforma la vita di una persona e la orienta verso il bene. Per essere davvero liberi abbiamo bisogno non solo di conoscere noi stessi, a livello psicologico, ma soprattutto di fare verità in noi stessi, a un livello più profondo. (…) La verità ci deve inquietare – torniamo a questa parola…: l’inquietudine. Noi sappiamo che ci sono… (coloro) che mai si inquietano: vivono sempre uguali, non c’è movimento nel loro cuore, manca l’inquietudine. Perché? Perché l’inquietudine è il segnale che sta lavorando… (la coscienza)… dentro di noi e la libertà è una ....continua a leggere --->

“I partiti esistono non per se stessi ma per il popolo”.

Trovo sempre più del tutto inappropriato parlare di vincitori e di perdenti riferendosi alle elezioni perché non si tratta di una è partita di calcio: la politica infatti è agire per il bene comune e perciò quanti vengono eletti, nella distinzione dei ruoli che ricevono, sono tutti ugualmente chiamati a svolgere con umiltà un servizio ed esso non si vince proprio perché è talmente impegnativo che richiede di essere pienamente coscienti che esige molta fatica e sacrificio. «Conclusa la competizione elettorale i “conflitti” vanno azzerati: si accetta l’esito della volontà popolare e ci ....continua a leggere --->

Invece di emergere immergersi

…amore che si fa servizio, non potere che ambisce al dominio. Non potere che ambisce al dominio, no! È amore che si fa servizio. (…) «Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore». Per diventare grandi, dovrete andare sulla strada del servizio, servire gli altri. Siamo di fronte a due logiche diverse: i discepoli vogliono emergere e Gesù vuole immergersi. Fermiamoci su questi due verbi. Il primo è emergere. Esprime quella mentalità mondana da cui siamo sempre tentati: vivere tutte le cose, perfino le relazioni, per alimentare la nostra ambizione, per salire i gradini del successo, per raggiungere posti ....continua a leggere --->

Rendere possibile un agire armonioso

L’agire delle forze politiche si sta continuamente impoverendo, osservando come esse mettano sempre meno -al di sopra di tutto- il bene comune, la cui realizzazione dipende appunto dal concorso di tutti, e così la competizione – e il potere che essa fa conquistare – diventa il fine, anziché essere un mezzo della politica. Questi comportamenti generano grande sofferenza nella collettività, e lo dimostra sempre più vistosamente il crescente, preoccupante astensionismo ad ogni votazione, che ormai non riguarda più le sole elezioni politiche ma anche quelle amministrative, come purtroppo registratosi alle recenti ....continua a leggere --->