La politica torni a brillare

Occorre prendere cocienza che si va sempre più perdendo il senso stesso dell’agire politico il quale è quello di concorrere insieme nel facilitare la ricerca e l’impegno per il bene comune il quale proprio perché è comune, è di tutti e non è mai divisibile. Come fare dunque per favorire l’ascolto reciproco delle ragioni gli uni degli altri per il vero bene del Paese?
Innanzitutto diventa urgente ritrovare un atteggiamento politico reciprocamente rispettoso, tollerante e possibilmente dialogante in quanto è essenziale non ledere mai la dignità di ciascuno, chiunque esso sia, perché ciò ferisce e di conseguenza può portare a risentimenti, rancori, ritorsioni.
È indispensabile poi agire con la piena consapevolezza che condividere la diversità di pensiero non solo non è penalizzante ma, anzi, arricchisce proprio come ha affermato saggiamente Antoine De Saint Exupéry: “Se differisco da te, non ti offendo, ti accresco”. *
Infine occorre fare in modo che queste due imprescindibili condizioni poggino su una base irrinunciabile e cioè la credibilità del proprio agire il quale è tale se traspare unicamente dalla propria testimonianza di vita. Un grande statista come Alcide De Gasperi, il cui esempio rimane luminosamente indelebile nella storia italiana, un giorno confidò ad un amico proprio questo splendido pensiero che certamente ha guidato la sua vita: “L’eloquenza dei fatti tradisca la sorgente del nostro umanitarismo e della nostra socialità”.
Quelli evidenziati sono solo alcuni aspetti che se attuati possono contribuire davvero ad avviare insieme un percorso virtuoso: se infatti agiremo così – per strada, nei bar, allo stadio, nell’uso dei social, nell’impegno politico, negli enti locali, in Parlamento – potremo veramente cooperare attivamente tutti insieme a ripulire la politica, come una perla caduta nel fango, così che essa torni a brillare come una delle forme più alte dell’amore personale e comunitario.

Pinuccio Spini

*Tratto da: Antoine de Saint-Exupéry, Pilota di guerra. Lettera a un ostaggio. Taccuini, Bompiani 1959.

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