Linee d’azione per una civiltà dell’amore (3)

Continua sempre Vera Araujo (vedi post precedente n. 2): “Vorrei ora indicare le linee d’azione di una cultura «alternativa» che mira alla progettazione e realizzazione di un mondo unito o più unito; linee d’azione che non sono puramente teoriche, ma che nascono dall’esperienza già in atto nel Movimento (dei Focolari) e che permettono alle persone di realizzarsi autenticamente, in unità con gli altri”.

RAPPORTI NUOVI. Nei rapporti inter-umani il dare richiede il ricevere, perché sono il dare e il ricevere che creano la comunione, la fraternità e di conseguenza l’uguaglianza. (…) E ciò richiede sacrificio, fatica. Domanda a tutti di trasformarsi da uomini pusillanimi ed egoisti, concentrati sui propri interessi, sulle proprie cose, in piccoli eroi quotidiani che, giorno dopo giorno, sono al servizio dei fratelli, pronti a donare persino la vita in loro favore. In questi rapporti che si snodano nella quotidianità e nei momenti forti, la persona raggiunge la maturità dell’emancipazione, e, dunque, dell’autentica socialità.

STRUTTURE DI GRAZIA. (Giovanni Paolo II) denuncia(va) le «strutture di peccato» che circondano e rendono schiavi singoli e popoli. Esse, egli affermava, nascono nel cuore dell’uomo e nei suoi atteggiamenti morali per poi concretizzarsi in vere e proprie strutture di peccato. Nel «mondo unito» l’amore sarà in grado di costruire strutture di grazia. (…) Solidarietà, servizio, coraggio e pazienza sono attributi dell’amore per rompere i meccanismi perversi e avvicinarci decisamente verso strutture di grazia.

ISTITUZIONI DI UNITÀ. Creare istituzioni che pongano le migliori condizioni per costruire l’unità. In questo campo rileviamo la necessità di dare nuovi contenuti e nuovo spessore alle istituzioni nazionali e internazionali. Ciò significa porre la presenza del cittadino – come soggetto di diritti e di doveri – protagonista nelle scelte che contano. In altre parole: non sono le istituzioni che creano il «mondo unito». Sono le persone che fanno esperienze di unità, anche all’interno e per mezzo di istituzioni che non solo non ostacolano ma, anzi, sostengono queste esperienze. Il mondo unito sarà, necessariamente, multinazionale, multirazziale, multiculturale ecc. Richiede dunque cittadini che sappiano coniugare universalità e diversità. Anche qui il valore che potrà compiere un’operazione così difficile e coinvolgente è solo l’amore. Solo l’amore… può andare incontro alla diversità senza paura di perdere la propria identità. Solo l’amore consente e realizza la comunicazione delle proprie diversità come fonte di arricchimento della identità di ciascuno. Solo persone e popoli così preparati possono dar vita a quelle istituzioni che non solo non soffocano la persona, ma diventano mezzi di crescita per tutti insieme e per ciascuno.

Solo persone così attrezzate possono infine raggiungere la comunione, l’unità, ultima espressione della libertà autentica, non più solo cercata e desiderata ma realizzata e colmata in quell’attimo di tempo che già racchiude l’eternità.

Continua…

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