Coraggio dell’alterità e capacità a camminare insieme

 

 

La “mistica del noi” sottolinea la necessità (di) rigenerare i legami tra le generazioni, tra le diverse sensibilità culturali, tra le differenti espressioni e istanze della vita civile nel nostro Paese con una visione allargata alla fraternità universale. (…) A livello culturale direi che si esige di ripensare il pensiero, di riformulare il nostro modo di vedere la realtà, d’interpretarla e trasformarla alla luce dell’amore… per l’uomo, per ogni uomo, per questo uomo e per l’umanità intera.
Il nostro è un mondo che cammina irresistibilmente verso una interdipendenza sempre più intensa e solidale. Certamente questa spinta può avere come contro-reazione dei riflussi identitari in cui bisogna leggere l’esigenza giusta a mantenere e arricchire la propria identità ma profilandola nella direzione di un’identità ospitale, pronta all’accoglienza dell’alterità. (…)
…questa necessità di amplificare le modalità della partecipazione e della corresponsabilità nella vita pubblica richiedono la formazione di persone che siano robustamente radicate nella loro identità e nella memoria della loro tradizione ma, al tempo stesso, aperte all’alterità e capaci e decisi a camminare insieme. Occorre avere quello che Papa Francesco ha chiamato il coraggio dell’alterità e la mistica della fraternità. Ciò implica immaginare percorsi di formazione che aprano realisticamente i cuori e le menti a vivere creativamente questa realtà.

Piero Coda
Preside dell’Istituto Universitario Sophia (Loppiano)

Dall’intervista a AgenSIR 18 febbraio 2019

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