Arnaldo Diana: un tessitore del dialogo della vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arnaldo Diana ha vissuto pienamente il carisma dell’unità di Chiara Lubich, anche in mezzo alle sofferenze, impegnandosi con tutte le sue forze a rendere più umana e vivibile la nostra società. Questa sua coinvolgente esperienza  mi ha fatto comprendere fino alla commozione l’importanza di vivere anche noi ancor più la fraternità veramente con tutti. Per meglio comprendere e lasciarci contagiare anche noi dal suo illuminante esempio riporto sotto alcuni dei suoi illuminanti pensieri colti dai suoi scritti.

Aver dentro di noi tutta l’umanità

Non posso più amare gli altri come prima: mi sorprendo ad essere per loro l’amore che contemporaneamente è e non è. Mi innamoro del ‘cielo’ dell’altro. Non faccio fatica nell’io in te e soprattutto nel tu in me. Qui c’è il seme di una vita completamente nuova che è cominciata e non terminerà neppure dopo la nostra morte. (…)

L’umanità è fatta di credenti e anche di persone di convinzioni non religiose; se vogliamo veramente aver dentro di noi tutta l’umanità, il più possibile, allora il rapporto fra noi, di convinzioni religiose e non, deve essere il più stretto possibile…Vogliamo assolutamente camminare insieme. (…)

Non possiamo vivere solo di atti eroici, possibili a pochissimi, ma tutti noi possiamo far bene i piccoli atti della vita quotidiana, altrettanto impegnativi. Agli “eroi” dei grandi valori si sostituisce il valore di ogni singolo uomo comune, il valore della vita quotidiana. (…)

Che cosa si aspettano da noi (le persone di convinzioni diverse)?
Se li ascoltiamo, lo capiremo. Nella nostra società ognuno è diverso dall’altro, quindi ognuno richiede un amore personale e personalizzato. Molti sono attratti dai valori, altri da attività pratiche con forti idealità sociali, tutti dalla nostra amicizia, dal nostro ascolto.
Teniamo presente che non mancano gli indifferenti a qualunque valore o idealità. Qui occorre, con l’arte di amare, risvegliare in loro questi valori e queste idealità, incoraggiarli a compiere anche loro qualche atto di amicizia, a uscire da se stessi, assecondandoli nei loro interessi, magari per lo sport o per la natura.
Mi permetto quindi di suggerire che, quanto prima cominciamo con questo meraviglioso dialogo, quanto prima cominciamo ad allargare il nostro cuore ai nostri fratelli (di convinzioni diverse), tanto più rafforziamo… e rendiamo più umana e vivibile la nostra società.

Arnaldo Diana

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