Non lasciamoci più illudere

Sono pienamente convinto che in tutte le occasioni è indispensabile fare ogni sforzo per comprendere le ragioni dell’altro e per questo non bisogna mai essere animati da pregiudizi, allo stesso tempo, perché il dialogo sia davvero autentico, ciascuno deve sentirsi libero di poter esprimere con chiarezza il proprio pensiero e pure di prendere una precisa posizione: noi infatti non possiamo rinunciare a dire quella che pensiamo sia la verità, anche se ciò potrebbe ferire l’altro, purché però facciamo ciò unicamente per amore dell’altro.
Ho fatto questa importante premessa proprio perché avverto l’esigenza di dire che trovo ingiusto vedere attaccare così duramente Monti dimenticando, forse con troppa superficialità, che un anno fa l’Italia si trovava sul baratro di una crisi che ci avrebbe travolto tutti con conseguenze devastanti.
Mi si perdoni la franchezza ma non possono essere coloro, soprattutto chi lo ha preceduto, che hanno causato la malattia a lamentarsi se adesso la medicina è molto amara: il governo Monti infatti può essere accusato di tutto ma non certo che sia lui la causa della gravissima situazione in cui ci siamo trovati. E poi, diciamola tutta, non bisogna essere degli ipocriti in quanto i continui veti incrociati da parte di chi compone l’attuale maggioranza, pur apprezzando e ringraziando per il difficilissimo impegno che essi si sono assunti nel sostenerlo, di fatto hanno impedito di fare tutto quanto si sarebbe potuto e dovuto fare: quando Monti, per citare solo un esempio di una gravità inaudita,  voleva intervenire sul costo della politica non sono stati proprio i partiti a ribellarsi con la scusa che ciò rientrava nelle loro competenze?
Nessuno non ha presente che il nostro Paese ha dovuto fare i conti con un’emergenza economica drammatica e con speculazioni finanziarie internazionali pesantissime, ma io credo che occorra l’onesta intellettuale di ammettere che se i governi che lo hanno preceduto, gli stessi partiti non avessero fatto la cicala per troppo tempo e se ancora maggioranza e minoranza parlamentare (non mi piace chiamarla ‘opposizione’) non avessero continuato a farsi la guerra SICURAMENTE la crisi che ci ha investito non sarebbe stata così terribile: ne è una forte conferma infatti che l’aver unito le forze ha reso possibile in meno di un anno prendere quelle decisioni che nessuna coalizione da sola non ha e non avrebbe mai preso proprio perché molto impopolari, quindi con il rischio di perdere il consenso, e ciò ha permesso di invertire la rotta.
Certo, come ha detto anche lo stesso ministro Andrea Riccardi che io stimo moltissimo: «Avremmo potuto fare altre cose, magari ne avremmo potute fare alcune con maggiore incisività… Ma abbiamo scongiurato il rischio di cadere nell’abisso, che è stato il grande problema dei primi sei mesi di questo governo. Ora la fase acuta della malattia è passata, abbiamo dimostrato prima di tutto a noi stessi che questo Paese ce la può fare, ma servono profondi cambiamenti per realizzare le due cose che più ci stanno a cuore: garantire crescita e solidarietà».
La mia non è una dichiarazione di voto, saranno le elezioni a dire quale sarà il prossimo governo, ma solo il desiderio di esprimere quello che avverto dentro e cioè che mi fido più di Monti quando dice che occorre continuare a fare sacrifici (con la speranza che lo facciano davvero proprio tutti), della sua pacatezza e riservatezza, che di quei leaders (?) che cavalcando ancora una volta un populismo antipolitico illudono promettendo che verranno ridotte le tasse… guarda caso proprio  a ridosso delle elezioni. Ho però l’impressione che adesso gli italiani non si lasceranno più ingannare: non si può infatti buttare via quanto fatto finora con grandissima sofferenza… anche perchè la spaventosa crisi che ci ha investiti non è stata ancora del tutto superata. Anzi!

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