Fare insieme un time out ogni giorno alle 12

Tra il 3 e 4 giugno 1989 in Piazza Tienanmen morirono centinaia di persone, di cui moltissimi giovani, i quali manifestavano per chiedere la democrazia. Anche se sono passati 30 anni la gravità di ciò che allora è accaduto non può non continuare a provocare le nostre stesse coscienze così troppo pericolosamente assopite: la democrazia infatti è un bene così grande e delicato che bisogna davvero stare molto attenti a non dare mai per scontato, anzi è fondamentale custodire e valorizzare sempre più. Per questo dedico ad essi e a quanti continuano a pagare con la loro vita, l’agognato desiderio di partecipazione, questa articolata riflessione affinché il loro sacrificio, come un chicco di grano muore per poter fiorire in spiga, continui a fecondare dentro le nostre vite finché quel sogno di una primavera della democrazia, ancor più di una democrazia comunitaria, si realizzi compiutamente a cominciare dalle nostre città. Dobbiamo dunque fare tutti la nostra parte in modo particolare l’intera classe politica, a partire da quella locale, perché ne ha la maggiore responsabilità, coscienti però che contare soltanto sulle proprie forze è molto importante ma non basta: per liberarsi infatti dai meschini giochi di potere che offuscano le menti diventa altrettanto essenziale unirci per domandare la lungimiranza e la proposta può essere quella di fare insieme un time out ogni giorno alle 12 affinché i politici siano illuminati e possano così pensare con saggezza e agire con amore e anche perchè le nostre città diventino laboratori di fraternità vissuta.

“La fraternità ricostruisce l’insieme del disegno politico” (Riflessione integrale)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*