La Trinità: lo stesso amore che unisce, distingue.

La Trinità non è tanto e solo una realtà da contemplare quanto anche la forma d’esistenza di tutte le cose e, in particolare, il dinamismo di ogni relazione umana” (Vera Araújo).                                                                                                        Essa dunque è essenziale in quanto mostra come andare oltre la logica del mondo, che vede le differenze come motivo di divisione, proprio perché rende visibile il modo per tendere con tutte le nostre diversità ad essere un cuor solo: la Trinità infatti è il modello sublime a cui attingere per sperimentare anche fra di noi che lo stesso amore che unisce, distingue. La condizione affinché ciò si realizzi sta nello svuotarsi di sé, quel dinamico perdersi l’uno nell’altro per amore, che permette a ognuno di ritrovare se stesso con maggior pienezza.
Afferma con acutezza Enrique Cambón: “Per relazionarci trinitariamente tra diversi, siano essi soggetti individuali o collettivi, dobbiamo poter dire che viviamo “con” l’altro, “per” l’altro, “nell’”altro, “grazie” all’altro. «Io vivo perché tu sei e affinché tu sia; parole semplici a dirsi, ma infinite da vivere» (Piero Coda)”. Per poter intuire ancor meglio la concretezza delle implicazioni di una simile dinamica ecco solo un esempio di cosa ciò può significare: vi immaginate se ogni soggetto politico prendesse le giuste proposte del soggetto opposto cercando non soltanto il proprio tornaconto ma il bene del Paese?
È molto importante anche evidenziare che tutti i criteri e valori che offre il paradigma trinitario e che hanno una valenza universale, può essere vissuto – e non poche volte lo è in modo più profondo e radicale degli stessi credenti – anche da parte di coloro che non hanno riferimenti religiosi.

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