Per vivere una politica che unisce

Il problema della politica è di essere sempre più condizionata dal protagonismo narcisista di piccoli solisti, invece di comprendere che adesso più che mai vi è la fondamentale esigenza di sperimentare l’esperienza della coralità delle differenze in quanto essa è premessa essenziale affinché lo stesso agire, il fare raggiunga veramente il suo fine nel modo migliore. È indispensabile dunque non fermarsi a guardare ciò che muore ed è avviato verso la sua decomposizione, ma impegnarci noi per primi a costruire relazioni di reciprocità in ogni ambito in cui siamo impegnati, ancor più in politica in quanto la sua mission è propria quella di fare in modo che la società stessa, con tutte le sue espressioni, possa realizzare fino in fondo il suo disegno.

Quando si va in montagna e si arriva in cima da lassù si vede un meraviglioso panorama proprio perché quella visione d’insieme mostra come tutti i particolari si compongono fra loro e rendono così visibile una stupenda armonia. Ciò è una sapiente metafora di quello sguardo dagli ampi orizzonti che dobbiamo avere per vivere in modo “alto” la stessa politica che è davvero tale se animata dalla fraternità: “Non è forse compito della politica riuscire a comporre in unità, nell’armonia di un solo disegno, la molteplicità, le legittime aspirazioni delle diverse componenti della società? E non dovrebbe forse il politico, per la sua funzione di “mediatore”, eccellere nell’arte del dialogo e dell’immedesimarsi con tutti?” (Chiara Lubich)

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