«L’unità è superiore al conflitto».

…precedente ho parlato della “forma mentis depolarizzata” come arma per vincere il clima di divisione che spesso ammorba la nostra convivenza civile, in modo particolare il dibattito pubblico dove un legittimo pluralismo di idee si trasforma in accanimento. Dove l’altro non è più avversario, ma nemico.
Vorrei ora distinguere tra polarizzazione e polarità. Non è una questione accademica ma vitale. La polarizzazione preferisce la discussione invece del discernimento, l’ideologia invece della realtà. Vede contraddizioni dove non esistono. È cieca ai contrasti, perché chiusa in una rete di concetti impermeabili al confronto. Altra cosa è la polarità. (…)
(Papa) Francesco ama sottolineare l’importanza di affrontare il conflitto senza eluderlo, per raggiungere in seguito un’unità più piena («L’unità è superiore al conflitto»). La polarità, quindi, è parte di un complesso di opposizioni che, anziché dividere, conduce a un’unità superiore. Ognuno di noi è una polarità, chiamata a incontrarsi con polarità opposte che la arricchiscono e le permettono di scoprire la sua vera identità. Non esiste polarità senza opposizione, ma questo contrasto, che si verifica nel concreto vivente che siamo noi, una volta superato lo smacco del diverso ci rende nuovi e liberi.
(La) deriva negativa avviene quando si pretende di eliminare l’opposizione annientandola, opprimendola o riducendola. (…) Oggi il mondo soffre perché una diffusa “forma mentis polarizzata” (nel senso della polarizzazione) è incapace di affrontare e contenere i contrasti e le opposizioni. Ci vuole quindi una forma mentis non solo depolarizzata, ma polare.

Jesús Morán

Da: Opposizione polare (n.6-giugno 2019)
Fonte: Città Nuova

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