Il sogno dell’umanità

Forse oggi vi sorprenderò in quanto desidero parlarvi dello Zecchino d’Oro, il quale è iniziato questo martedì e terminerà domani, il quale mi piace molto proprio perché pur essendo arrivato alla sua 55 edizione continua a mantenere sempre quella semplicità e freschezza che ogni volta mi commuove: rispetto a tutte le altre trasmissioni canore infatti è l’unica dove i bambini rimangono bambini (cioè non sono obbligati a imitare i grandi) e i genitori fanno i genitori ( cioè non pretendono che diventino già cantanti affermati).
In particolare proprio martedì i bambini del Piccolo Coro “Mariele Ventre” hanno riproposto una canzone davvero molto bella e intensa dell’edizione del 2006 dal titolo “Lo scriverò nel vento” e che aveva cantato Deniz Unel una bambina turca.
Essa parla di un vento che riempirà le città con messaggi d’amore, soffierà piano per farli fermare, e soffierà forte sul pianto per far nascere un sorriso e ancora che “saremo tutti amici, saremo mille voci… le lingue, le distanze non conteranno niente….
Vi confido che mi sono emozionato moltissimo perché, mentre guardavo la bimba che cantava con la sua disarmante semplicità questi splendidi versi, il mio pensiero è andato ai bambini palestinesi e israeliani costretti a subire l’ennesima guerra; ai bambini che nelle varie parti del mondo subiscono violenze e muoiono di fame, di sete… agli adulti che purtroppo rendono ancora possibile tutto ciò.
Per questo ho avvertito il desiderio di donare adesso questa canzone anche a ciascuno di voi, lo faccio proprio perché ci sorregga tutti nell’impegno di diffondere l’amore così da realizzare il sogno dell’umanità: la fraternità universale!

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