Per vivere la polarità in politica (1° parte)

Prima di tutto, vincere in noi la tendenza polarizzatrice dettata dal proprio tornaconto. (…) Ancora: imparare l’arte della polarità, cioè riconoscere che nessuno può credersi in possesso della verità in vista del bene comune. Infine innescare subito un processo educativo per «coltivare l’intelligenza della cittadinanza, che significa essenzialmente intelligenza del comportamento, e il linguaggio umano; la collaborazione umana per creare un mondo condiviso». Tutti compiti urgenti. Ne va del futuro della politica e della convivenza. *

“Alla celebre massima antica ‘conosci te stesso’ dobbiamo affiancare ‘conosci il fratello’: la sua storia, la sua cultura e la sua fede, perché non c’è conoscenza vera di sé senza l’altro. Da uomini, e ancor più da fratelli, ricordiamoci a vicenda che niente di ciò che è umano ci può rimanere estraneo. È importante per l’avvenire formare identità aperte, capaci di vincere la tentazione di ripiegarsi su di sé e irrigidirsi”. **

Ci troviamo di fronte a una svolta e sfida fondamentale per la politica: la crisi del soggetto moderno e di una politica centrata sull’individuo, la crisi di senso portata oggi da un nuovo e subdolo nichilismo consumistico, ci dice che la svolta antropologica può compiersi pienamente solo in una svolta dialogica: oggi infatti la forza centrifuga – nel senso cioè che ognuno è andato nella sua direzione, si è costituito nella sua identità anche in contrapposizione agli altri – sta diventando centripeta cioè si è portati necessariamente a riconoscersi dentro un’unica realtà. ***

Continua…

* Jesús Morán (Da: Polarità in politica).
** Papa Francesco (Da: Discorso al Founder’s Memorial di Abu Dhabi)
*** Dal Convegno “Politica e pensiero plurale – «Ripensare il pensiero», anche in politica” (sempre  citato in questo post).

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