Amare i nemici (6)

Ancora, il politico dell’unità non si rassegna passivamente all’esistenza dei nemici, ma cerca di costruire le condizioni perché essi cambino la loro posizione. Per riuscire, egli ama anche i propri nemici, anzitutto cercando di vederli sempre “nuovi”, di vederli secondo la loro vera vocazione, e non solo per il male che fanno. Dunque non si comporta a sua volta, con loro, da nemico, ma da avversario leale; fa appello alla loro coscienza, sperando sempre che in loro prevalga, alla fine, il bene: per questo, cerca di lasciare sempre una possibilità, al nemico, di cambiare comportamento, e non gli chiude tutte le strade. Inoltre, il politico dell’unità deve saper perdonare, deve saper purificare la propria memoria, ricordando non ciò che riaccende dentro di sé l’odio, ma solo la sapienza che l’amore, attraverso il dolore, gli ha donato. Così facendo, egli diventa un politico migliore, più puro e più capace di realizzare, insieme agli altri, il proprio ideale.

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