Che l’anno nuovo ci aiuti a pensare la politica come forse mai è stata concepita

È più che mai il tempo di prendere coscienza che se le differenze diventano sempre più motivo di divisione, allora significa che sta prevalendo quello spirito del mondo il cui egoismo abbruttisce le coscienze e fomenta la separazione anziché la legittima distinzione delle differenze.
Una parte di colpa l’abbiamo anche noi cittadini in quanto ci siamo lasciati trasformare in fanatici ultras dimenticando così che se non siamo cittadini sovrani, ogni nostra appartenenza ulteriore è una dipendenza servile alle forze politiche, non una partecipazione responsabile.
Per sanare tale contrasto dunque è indispensabile che avvenga un nuovo riconoscimento del legame di reciproca appartenenza e responsabilità che lega tutti i diversi soggetti politici tra di loro ed essi con i cittadini proprio perché è unicamente in questa reciprocità che si può costruire veramente il bene delle nostre comunità e quello dell’Italia: esso infatti si realizza condividendo la pluralità delle visioni, delle idee e degli interessi legittimi.
L’augurio più saggio allora che possiamo scambiarci per questo 2020 che inizia è quello di impegnarci tutti insieme ad agire in ogni organismo attraverso il quale si esercita il processo democratico e ovunque si promuove la partecipazione con uno stile che sa entrare nei particolari, nella molteplicità, anche nella frammentazione e porre tutti in connessione reciproca: il futuro politico, non solo dell’Italia ma del mondo, sta infatti nella capacità di coniugare unità e pluralità, identità e differenza. Sì, adesso è essenziale avviarci a vivere la politica come forse mai è stata concepita: contribuire essa stessa a rendere sempre più possibile la realizzazione del sogno di Colui che proprio per questo è sceso fra noi: ut omnes unum sint, «perché tutti siano una sola cosa».

AUGURI ALLORA DI CERCARE INSIEME CIÒ CHE CI UNISCE

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