Il primo passo… (2)

Il primo passo rispecchia un’espressione di Chiara Lubich “Tutti saranno uno, se noi saremo uno”.

Dentro i confini delle città, la capacità di relazione che appartiene ai piccoli gruppi costruisce più facilmente un ambiente favorevole dove il dinamismo della quotidianità si dimostra vincente, capace di sovvertire le rigidità del potere e del processo democratico, con la creatività della fiducia, della generosità, dell’iniziativa personale, del perdono e della riconciliazione, della perseveranza, con una inaspettata capacità di contagio. (…) Mauro Magatti, sociologo milanese ha affermato che se in una città un gruppo di persone decide di cominciare relazioni nuove, immette nella città nuovo capitale sociale, può bloccare il determinismo sociale che porterebbe le nostre città verso lo sfaldamento definitivo.

Mi sembra una conferma che, se cominciamo relazioni nuove, diventiamo la risposta che la città attende ed essa si lascia contagiare. Quindi c’è la possibilità che le nostre città cambino destino e invece di andare verso la frantumazione totale con i conseguenti problemi di sicurezza, di chiusura fra quartieri, accade che si avvii un processo inverso. Una colata lavica che appare inarrestabile, in realtà si solidifica e perciò si arresta, nel momento in cui trova il famoso masso di solidificazione, attorno al quale avviene il processo.

Continua…

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