Trasformare le città in laboratori di fraternità viva

La vera vocazione di una città (1)

La fraternità può realizzare nella città l’effettiva uguaglianza, che consiste nel creare le condizioni perché ciascuno, cittadino, famiglia, associazione, azienda, scuola, possa esprimere la propria personalità e realizzare la propria vocazione, dando il meglio di sé. Per questo, certamente, sono necessarie, da parte dell’amministrazione, le competenze, le capacità tecniche e manageriali. Ma, più in profondità, a chi governa la città si domanda di fermarsi ad ascoltare i cittadini e prendere su di sé i loro problemi. È quell’amore, quel “farsi uno” con gli altri che, se per noi è fatica, toglie loro parte del peso, e indica la giusta soluzione dei problemi, che non può trascurare il punto di vista di chi li vive. Il governo, in tal modo, non si impone, ma rispetta tutte le identità e tutti i compiti.
È agile e flessibile, pronto a cogliere la priorità che si presenta nel momento presente. La città, così, non viene governata dall’alto, ma è sollevata dal basso, e la politica assume il ruolo dello stelo che sostiene il fiorire delle iniziative pensate dai, o insieme ai, cittadini; diventa vero servizio, unificando verso il bene comune gli sforzi di tutti. (…) In tal modo si arriva a cogliere, un po’ alla volta, la vera vocazione di una città, all’interno della quale ognuno riceve l’opportunità di vivere la propria e, realizzando se stesso, aiuta lo sviluppo e il bene della città.

Chiara Lubich

Continua…

(Da: “La fraternità nell’orizzonte della città”. Discorso tenuto in occasione dell’incontro con Amministrazione Comunale di Trento, la sua città natale)

* Con oggi verranno postati i singoli capitoli della riflessione “Trasformare le città in laboratori di fraternità viva”, la quale al termine verrà allegata integralmente.

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