La reciproca corresponsabilità nel governare la città (3)

I Consigli Comunali sono composti democraticamente da eletti nella maggioranza e nella minoranza (è fuorviante chiamarla “opposizione” perché sembra così che devono mettersi contro a prescindere) e quindi va riconosciuta ad entrambi la stessa legittimità e dignità. Per questo pur esercitando ruoli diversi essi sono chiamati a comprendere e far proprio il punto di vista l’uno dell’altro così che non si governi mai contro qualcuno o essendo l’espressione solo di una parte, pur maggioritaria, della collettività.                  C’è chi ha compiti di governo e chi di minoranza che solo insieme garantiscono la sovranità dei cittadini e dunque proprio per questo pur nella distinzione dei compiti essi non sono antagonisti ma reciprocamente corresponsabili: è determinante infatti essere pienamente consapevoli che se non si mette il bene comune al di sopra di tutto, la cui realizzazione dipende appunto dal concorso di tutti, la competizione – e il potere che essa fa conquistare – diventa il fine, anziché essere il mezzo della politica.    Per questo allora è fondamentale che si stabilisca fra loro un patto di fraternità che metta il bene comune della propria città al di sopra di ogni interesse parziale, sia esso individuale, di gruppo, di classe, di partito. «Abbiamo visto in città – quando siamo riusciti a costruire con le minoranze consiliari un rapporto propositivo, dove chi governa svolge il suo compito di direzione e la minoranza fa il suo lavoro di controllo, di verifica, di critica, ma dove il rapporto fra queste due entità non ha mai oltrepassato la soglia del più assoluto rispetto reciproco -, abbiamo visto che il risultato ha giovato all’intera città». (Alberto Pacher già Sindaco di Trento)

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