Un dono da fare all’Italia

L’altro ieri vi avevo parlato dell’importanza di saper accogliere le differenze culturali, religiose… come una ricchezza e avevo portato alla vostra conoscenza un articolo il quale terminava così: “Ognuno di noi ha la responsabilità di suscitare luoghi ospitali entro cui sia possibile avvicinarsi gli uni agli altri con fiducia, nella vita quotidiana: solo così i nostri figli potranno crescere con la consapevolezza che l’altro non fa (affatto) paura e che scoprirlo stimola in noi innumerevoli opportunità di crescita”.
Proprio domenica si è tenuto una preziosissima giornata-laboratorio promossa insieme dal Movimento dei Focolari e da Ucoii, Crii, Gmi, Admi, Comunità islamiche del Triveneto e Centro Culturale Islamico di Brescia, alla quale hanno partecipato oltre 1300 persone, famiglie musulmane e cristiane, del Nord Italia radunate ieri a Brescia, per la giornata “Percorsi comuni per la famiglia”. Al riguardo vi dono il bellissimo comunicato finale che è stato redatto congiuntamente e di cui ho preso il titolo stesso di questo post.

“Partiamo da qui con la promessa che cristiani e musulmani facciamo insieme davanti a Dio: essere servitori del bene comune nei nostri quartieri, nelle nostre città, nel nostro Paese”. La conclusione è nelle parole dell’imam Kamel Layachi responsabile del dipartimento per il dialogo interreligioso e la formazione del Consiglio delle Relazioni Islamiche Italiane.
La grande sala del PalaBrescia appariva un mosaico multicolore, con fianco a fianco italiani e stranieri legati gli uni agli altri da rapporti consolidati. Anche il palco allestito in confortevole stile marocchino rispecchiava la comunione tra le culture. Splendida cornice al clima di festa e di amicizia fra i presenti, proprio in una città in cui la presenza di immigrati arriva al 18,7% della popolazione. Sono giunti messaggi di personalità civili e religiose da diversi città italiane e dal vescovo di Brescia. 
“Questa giornata è già di per sé un evento” hanno affermato in molti. Ed il sindaco di Brescia Adriano Paroli: “E’ un’iniziativa coraggiosa ed importante. Lavorare insieme per l’integrazione significa rispondere ad un’esigenza sempre più sentita da tutti”.
Il “laboratorio Brescia 2012” dice che il cammino verso la  fratellanza universale tra persone di diverse religioni, a cui Chiara Lubich spronava decine di anni fa, ieri a Brescia ha fatto un balzo in avanti. Lo esprimeva anche Issam Mujahid Presidente del Crii: “I sogni di ieri sono la realtà di oggi. Si passa della teoria alla pratica, alla partecipazione. Non è importante solo per chi ci crediamo, ma per quanti dubitano dando credito ai profeti di sventura e dello scontro”.
Forse per questo è stato accolto con particolare gioia il messaggio di Maria Voce, presidente dei Focolari, in cui assicurava di chiedere “a Dio Onnipotente e Misericordioso di benedire questi percorsi umani” per “il contributo considerevole che le comunità di credenti, legate da sentimenti di sincera fraternità e accomunate dal desiderio di tradurre la propria fede in vita, possono dare al tessuto sociale”. Sottolineato da un applauso è stato poi letto il messaggio del Presidente dell’Ucoii, Ezzedin El Zir “lavorando insieme in tutti questi mesi fianco a fianco per realizzare questo percorso comune, abbiamo dato testimonianza di essere una sola famiglia e di essere un dono l’uno per l’altro”. 
Alcuni tratti dell’inedita pagina scritta ieri al PalaBrescia:
– La convinzione che si tratta di un processo di trasformazione prima personale. Un signore italiano: “Da domani non potrò più guardare i musulmani che incontrerò come ho fatto finora. E ciò perché oggi è cambiato il mio sguardo. Abbiamo vissuto insieme una giornata eccezionale”.
– L’ascolto, la partecipazione, l’intenso silenzio nel seguire interventi, testimonianze, riflessioni come quelle di Adnane Mokrani e p. Fabio Ciardi, con cui hanno penetrato dal punto di vista teologico-spirituale il fondamento della famiglia rispettivamente dalla prospettiva musulmana e cristiana.
– La convinzione contagiosa e la determinazione dei giovani, testimoni di un mondo che cambia. Indimenticabili, tra i molti, i volti di Kadija, musulmana e Nadia, cristiana, un’amicizia che porta a questa al 110 e lode per una tesi di laurea sul significato dell’uso del velo nelle donne islamiche. Convincenti i novelli sposi Hind (Marocco) e Hamid (Pakistan) che hanno scommesso sul loro matrimonio superando barriere culturali e incertezze economiche poggiando sulla loro fiducia in Dio.
– la festa che hanno suscitato in sala i 130 bambini e ragazzi con danze e canzoni preparate al mattino.
– L’intensità e l’affluenza ai momenti di preghiera collettivi, distinti per cristiani e musulmani.
– La risonanza dei momenti artistici specchio della diversità culturale, come il canto di Munir  Njimi, uno dei cantanti preferiti del Re del Marocco, che ha coinvolto nel suo ritmo tutti i presenti.
“Approfondire insieme il tema “famiglia” ci ha fatto prendere coscienza che le nostre famiglie cristiane e musulmane che condividono questi “percorsi comuni” possono diventare punti di forza dentro la città, piena di domande, proprio perché esperte in rapporti con Dio, sia all’interno della famiglia che tra le famiglie” ha affermato Lucia Fronza Crepaz, del Movimento dei Focolari, già parlamentare.
Da Brescia 2012 riparte un’onda benefica che toccherà nei prossimi mesi altre città del Centro e Sud Italia, fino a confluire in un evento nazionale a Roma nel maggio 2013.

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