Ripartire con un altro sguardo e con un altro ritmo

Ora che lentamente cominciamo a riprendere un po’ nella nostra normalità diventa molto importante – tenendo continuamente in cuore le lacrime, la sofferenza, i lutti a causa del coronavirus – cercare di provare a considerare questa specie di notte non cercata e non voluta che abbiamo vissuto come una occasione d’oro per dare nuovo slancio a quello spirito comunitario che sempre più deve permeare la nostra convivenza. È in questo senso che è andata maturando la riflessione oggi proposta dal significativo titolo: Una responsabilità collettiva. Un’alleanza planetaria.
Affinché non si corra il rischio di pensare che essa si presti a facili illusioni o ingenuità, l’invito è di leggerla alla luce di questo molto impegnativo pensiero di Piero Coda: “Sì, l’interruzione che tutti abbiamo patito in questo periodo esige un’inversione di marcia. Perché tutto non finisca col risolversi in un fuoco di paglia, occorre (…) ritessere nella quotidianità i legami della reciproca e universale appartenenza come fratelli e sorelle, con quella generosità e determinazione, spinta non di rado sino all’eroismo, che ci hanno testimoniato i tanti tanti tanti che in questi giorni bui si sono presi cura degli ammalati, dei poveri, dei più abbandonati. Come fossero – e lo sono – carne della propria carne. Di qui tutto può ripartire. Con un altro sguardo e con un altro ritmo”. *

* Da: Convertire il progetto. Articolo pubblicato su Città Nuova n. 5/maggio 2020

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