Andrà tutto bene… se

Ci sono momenti in cui si sente tutta la sofferenza per quanto accade: per tutti coloro che ogni giorno vengono uccisi in ogni parte del pianeta, in particolare in questi giorni per la crudele uccisione del quarantaseienne George Floyd che adesso sta scuotendo violentemente gli Stati Uniti; per le numerosissime morti a causa della pandemia che avvengono in ogni parte della terra, in particolare nell’Amazzonia, dove si parla perfino di fosse comuni, soprattutto tra quei popoli indigeni così vulnerabili… e si potrebbe continuare. Quanto bisogno di fare silenzio per ascoltare questo grido di dolore che sale ovunque nel mondo.
Solo così allora sarà possibile comprendere che esso, pur nella sua drammaticità, non può e non deve essere subìto come un male ineluttabile ma, anzi, davanti a fatti così gravi che ovunque accadono – così come in tutte le problematiche in cui ci dibattiamo – è decisivo saper reagire allo scoraggiamento, trovare la forza per alzare lo sguardo e andare controcorrente aprendoci alla speranza: la realtà che vediamo infatti non è irrimediabile proprio perché è il nostro atteggiamento, sono le scelte che ogni giorno facciamo che la determina.
Durante l’emergenza per incoraggiarci in ogni luogo era visibile questa scritta “Andrà tutto bene”, essa però oggi andrebbe completata così: Andrà tutto bene… se tutti insieme faremo la nostra parte. Sì, dipende proprio dall’unità di tutti noi trasformare il male in opportunità e dare così un significato diverso alla stessa convivenza umana. 

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