Partendo dai cittadini

“Penso che bisogna ripartire dall’idea del bene comune. Cercare di mettere nell’anima dei nostri il bene comune che vuol dire il bene di tutti. Credo che bisognerà fare qualche cosa per conoscere di più i politici, per influire. Io penso che c’è una potenzialità per influire sul mondo della politica anche in Italia, perché se no non so come si andrà a finire. (…) Questa è una cosa che dovrebbe essere al vertice delle nostre scelte, cioè che cosa serve veramente al bene comune, non al bene di una persona o di un’altra persona.
Se noi abbiamo una spiritualità di comunione e non cerchiamo di formare nella mentalità della gente cosa vuol dire ‘bene comune’, penso che non siamo nella nostra linea, penso che non facciamo abbastanza. È l’espressione politica, concreta della nostra spiritualità, e quindi questa educazione alla ricerca del bene comune che poi non è difficile capire qual è.
E questo credo che lo dobbiamo fare tutti per influire sulla politica, non tanto partendo dai politici, che magari non ci sono e che magari hanno perso l’idea del bene comune, che non sanno più dove trovarlo, ma partendo dai cittadini e fare azioni, fare qualsiasi cosa per promuovere questa realtà. (…)
In questo senso anche le scuole di partecipazione potrebbero essere una di queste azioni: formare i giovani a vivere la politica in prima persona, cioè formarli ad essere cittadini coerenti”.

Maria Voce Emmaus

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