Storico: da ieri la Palestina fa parte dell’ONU come “Paese Osservatore”

Ieri, 29 Novembre 2012, all’ONU è stata una giornata storica in quanto l’Assemblea Generale si è espressa in modo largamente favorevole all’ingresso della Palestina al Palazzo di Vetro in veste di Paese osservatore non membro (e ciò rappresenta un passo avanti davvero molto importante nella prospettiva di un suo pieno riconoscimento): alla votazione infatti sono risultati 138 i sì, 9 i no e 41 gli astenuti.
Accolto da una standing ovation il leader dell’Anp Abu Mazen ha pronunciato un ultimo appello nel quale ha chiesto “un certificato di nascita” dello Stato Palestinese, una richiesta che come si è visto ha ricevuto una approvazione a larga maggioranza. Certo, questo è solo un passo simbolico in quanto non da ancora piena appartenenza della Palestina alle Nazioni Unite (sul piano pratico non ha diritto di voto), ma quanto è avvenuto ieri ha comunque una portata di grande rilevanza proprio perché ciò certifica appunto un primo rilevante riconoscimento ufficiale dello Stato Palestinese.
Come ha detto al temine della votazione lo stesso Abu Mazen “La Palestina viene all’Assemblea Generale perché crede nella pace e la sua gente ne ha un disperato bisogno” e la conferma che questo certificato di nascita appena ricevuto era atteso da troppo tempo e con grandissima sofferenza dal popolo palestinese lo testimonia le migliaia di persone che si sono riversate nelle strade a manifestare la loro felicità.
Anche se riconosco di essere incompetente riguardo a questioni così grandi e delicate non ho potuto non chiedermi come sarebbe stato possibile realizzare un autentico processo di pace tra Israele e l’Anp se prima di tutto non solo a uno ma a tutti e due i popoli viene riconosciuto lo stesso diritto di esistere? Per questo dunque ritengo che il più che positivo risultato ottenuto ieri sia fondamentale perchè adesso viene finalmente data UGUALE DIGNITA’ e ciò non può che rafforzare il dialogo tra questi due popoli… anche se occorrerà fare di tutto perché da una parte e dall’altra  ciò non venga strumentalizzato, ma pienamente valorizzato.
A sostegno di ciò è bene ricordare che il 15 maggio 2009, partendo dall’aeroporto internazionale di Tel Aviv, al termine del Suo pellegrinaggio in Terra Santa, il Sommo Pontefice Benedetto XVI si espresse come segue: “Non più spargimento di sangue! Non più scontri! Non più terrorismo! Non più guerra! Rompiamo invece il circolo vizioso della violenza. Possa instaurarsi una pace duratura basata sulla giustizia, vi sia vera riconciliazione e risanamento. Sia universalmente riconosciuto che lo Stato di Israele ha il diritto di esistere e di godere pace e sicurezza entro confini internazionalmente riconosciuti. Sia ugualmente riconosciuto che il Popolo palestinese ha il diritto a una patria indipendente sovrana, a vivere con dignità e a viaggiare liberamente. Che la “two-state solution” (la soluzione di due Stati) divenga realtà e non rimanga un sogno” .
Infine è importante evidenziare la sofferta ma coraggiosa posizione dell’Italia al riguardo la quale è stata espressa in un comunicato apparso ieri sul sito del Governo dall’eloquente titolo “Risoluzione palestinese all’ONU, l’Italia vota a favore” e di cui riporto alcuni significativi passaggi: “L’Italia ha deciso di dare il proprio sostegno alla Risoluzione che attribuisce alla Palestina lo status di Stato non membro Osservatore Permanente all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in occasione della votazione all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che avrà luogo fra qualche ora. Tale decisione è parte integrante dell’impegno del Governo italiano volto a rilanciare il Processo di Pace con l’obiettivo di due Stati, quello israeliano e quello palestinese, che possano vivere fianco a fianco, in pace, sicurezza e mutuo riconoscimento. A questo fine, il Governo si è adoperato in favore della ripresa del dialogo e del negoziato, moltiplicando le occasioni di incontro con le parti coinvolte nel conflitto Medio-Orientale, in particolare da parte del Presidente del Consiglio, ricevendo conferma della loro volontà di riavviare il negoziato di pace e giungere all’obiettivo dei due Stati. (…)
La decisione italiana di sostenere la Risoluzione che attribuisce alla Palestina lo status di Stato non membro Osservatore Permanente alle Nazioni Unite, è un incoraggiamento a proseguire sulla strada del dialogo e contro ogni estremismo. La nascita di uno Stato di Palestina membro a pieno titolo dell’ONU potrà arrivare solo ed esclusivamente con il negoziato e l’intesa diretta tra le parti”.

* Per chi volesse leggere l’intero testo clicchi su questo link:                                                http://www.governo.it/Presidente/Comunicati/testo_int.asp?d=69916

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