Contemplare la bellezza riflessa nella natura

Mai come quest’anno le vacanze hanno un sapore del tutto speciale proprio perché sono state precedute da un periodo di grandissima sofferenza e ciò a causa della pandemia che improvvisamente a sconvolto drammaticamente la nostra quotidianità richiamandoci così proprio tutti all’essenzialità.
Per questo le vacanze possono diventare più che mai una imperdibile opportunità per contemplare la bellezza della natura e in questo modo renderci conto che, come in essa tutto è reciprocamente unito dall’amore, anche noi dobbiamo tendere ad amarci gli uni gli altri proprio perché siamo chiamati ad essere tutti una cosa sola.
Che dunque questo affascinante pensiero di Chiara Lubich ci illumini e ci permetta così di arrivare a sperimentare, per quanto ci è possibile, la vertiginosa realtà che lei si è trovata a vivere.

Avevo l’impressione di percepire, forse per una grazia speciale di Dio, la presenza di Dio sotto le cose. Per cui, se i pini erano indorati dal sole, se i ruscelli cadevano nelle loro cascatelle luccicando, se le margherite e gli altri fiori ed il cielo erano in festa per l’estate, più forte era la visione d’un sole che stava sotto a tutto il creato. Vedevo, in certo modo, credo, Dio che sostiene, che regge le cose.
E Dio sotto le cose faceva sì che esse non fossero così come noi le vediamo; erano tutte collegate fra loro dall’amore, tutte – per così dire – l’una dell’altra innamorate. Per cui se il ruscello finiva nel lago era per amore. Se un pino s’ergeva accanto ad un altro era per amore.
E la visione di Dio sotto le cose, che dava unità al creato, era più forte delle cose stesse; l’unità del tutto era più forte che la distinzione delle cose fra loro”.

Chiara Lubich 

ALLORA OVUNQUE LE VIVREMO GENERATIVE VACANZE A TUTTI VOI!!!

L’aggiornamento del blog riprenderà a settembre

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