Perché voterò costruttivamente “SÌ”

PRIMA PREMESSA
Riguardo al referendum sul taglio dei parlamentari ritengo molto importante prima di esprimere alcune motivazioni per cui voterò “SÌ” fare due premesse. Innanzitutto è assolutamente fisiologico che – dinnanzi ad un quesito referendario che non lascia alternative fra un SI ed un NO – ciascuno motivi in maniera differente le ragioni della propria posizione. Come sempre, poiché in politica non esistono “verità assolute” ma soltanto “verità parziali”, è chiaro che in entrambe le posizioni di favorevoli e contrari sussistono sia alcuni elementi che hanno una loro ragionevolezza sia altri elementi che appaiono più influenzati da visioni preconcette: quindi chi, alla fine, voterà Sì oppure No, lo farà sulla base di una graduatoria di priorità assegnata alle verità parziali in cui pone fiducia.

SECONDA PREMESSA. È importante evidenziare che “questa riforma il Parlamento l’ha approvata adesso noi dobbiamo dire sì o no ma non è che siamo al punto di doverla approvare, il Parlamento l’ha già approvata, nostro compito è dire se confermiamo o ci opponiamo. (…) Osserviamo che il referendum è stato chiesto non dal corpo elettorale ma la richiesta di esso è venuta da una minoranza di parlamentari per lo più di second’ordine trasversali ai partiti che hanno approvato a obtorto collo ma che in fondo sperano di far saltare. La cosa buffa che alcuni tra i parlamentari che l’hanno approvata sono tra i firmatari della richiesta di referendum”. (1)

Continua…

(1) Prof. Filippo Pizzolato, costituzionalista.

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