Secondo e terzo motivo per cui voterò “SÌ” e un auspicio

SECONDO MOTIVO PER CUI VOTERÒ SÌ
La consapevolezza che la alternativa non è tra questa riforma, pur parziale, e la difesa della costituzione, ma tra questa riforma e l’assetto esistente che è la manipolazione delle istituzioni rappresentative da parte di partiti privi di consistenza democratica. Per poter avviare quindi quel cambiamento da tutti sempre più auspicato è fondamentale perciò essere sempre più convinti che finché non si ripensa il ruolo stesso dei partiti, portando così a compimento l’art. 49 della Costituzione, molto difficilmente sarà veramente possibile riformare la nostra Casa Comune. Ecco dunque un altro motivo per cui ritengo importante al referendum votare costruttivamente “SÌ”: infatti il taglio dei parlamentari sicuramente è un modo per costringere i partiti a ripensarsi, cercando di ridurre le rendite a loro disposizione.

TERZO IMPORTANTE MOTIVO PER CUI VOTERÒ SÌ
Confido che appena era stato approvato il taglio dei parlamentari mi aveva sfiorato il dubbio che ciò fosse sbagliato, poi riflettendo sulle differenti ragioni, soprattutto tra gli esperti, è andato crescendo dentro di me sempre più la convinzione a votare Sì. Di certo dovrebbe far pensare che la riforma in ultima lettura è stata approvata con una maggioranza larghissima, praticamente all’unanimità, dalla Camera e quindi un voto contrario degli elettori sarebbe una sconfitta per la credibilità di tale organo istituzionale e di conseguenza “votare No aggraverebbe ancor più il sentimento di sfiducia che già esiste nei cittadini verso le istituzioni”. A sostenere apertamente ciò è Valerio Onida, presidente emerito della Consulta. Così come si è spinti a votare Sì nel vedere che non pochi che prima avevano votano Sì all’approvazione adesso invece in modo molto furbesco tramano affinché prevalga il No o si schierano addirittura apertamente a favore di esso e questo agire così contraddittorio non può più essere tollerato. Per questo dunque mi lascio guidare da ciò che suggerisce la mia coscienza la quale mi porta ad avere una motivata speranza che votare SÌ è un atto di coraggio nei confronti del nostro Paese. SE NON ORA, QUANDO?

INFINE UN AUSPICIO
Concludo queste mie riflessioni riportando un pensiero del costituzionalista Filippo Pizzolato da me pienamente condiviso: “Trovo istruttivo e non inutile tutto questo confronto acceso sul referendum. Significa – per tutti – che la Costituzione motiva ancora e la guardia è alta. Se – come mi auguro – vincerà il Sì, questo confronto servirà a spingere per un’attuazione e un completamento accorti della revisione, nell’ottica del rilancio dell’autorevolezza del ruolo del Parlamento e non della sua mortificazione; se vincerà il No, spero che servirà come ulteriore monito a riforme più accurate”.
Affinché dunque il confronto possa continuare anche dopo nel modo più rispettoso e costruttivo possibile teniamo presente che: “I veri amici sono quelli che si rispettano anche sulle cose per cui non sono d’accordo”. (Sergio Bambaren)

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