Ora avanti con le riforme

Nonostante siano state fatte forti pressioni, sia evidenti che sommerse, perché prevalesse il no la gente non si è lasciata condizionare e ha mandato un segnale molto forte di voglia di cambiamento. Per questo quindi non c’è nulla da festeggiare per il positivo risultato emerso dal referendum in quanto il taglio dei parlamentari rimane solo un piccolo passettino. Diventa perciò determinante che l’acceso confronto che si è aperto continui adesso ancora più di prima: soltanto infatti attraverso la più ampia condivisione, mediante l’ascolto reciproco, le differenze emerse invece di contrapporsi si trasformano in risorse insostituibili con le quali contribuire affinché le forze politiche proseguano nell’attuazione della riforma costituzionale. È ciò che ha affermato autorevolmente anche il prof. Filippo Pizzolato: “Insieme si può lavorare affinché l’esito rappresenti una tappa verso una migliore democrazia costituzionale: democraticità interna dei partiti, legge elettorale che ristabilisca un collegamento tra eletti ed elettori, ridisegno sensato del Senato”.
Certo, ciò è molto esigente ma non c’è alternativa in quanto per essere davvero vincenti è indispensabile avere la capacità di tendere alla convivialità delle nostre differenze. 

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