Come la fraternità si è fatta strada nella storia

La fraternità universale non è un’idea di oggi. Essa è stata presente nelle menti di spiriti forti. «La regola d’oro – diceva il Mahatma Gandhi – è di essere amici del mondo e considerare “una” tutta la famiglia umana». E a proposito di sé affermava: «La mia missione non è semplicemente la fratellanza dell’umanità indiana. […] Ma, attraverso l’attuazione della libertà dell’India, spero di attuare e sviluppare la missione della fratellanza degli uomini».

E Martin Luther King: «Ho il sogno che un giorno gli uomini […] si renderanno conto che sono stati creati per vivere insieme come fratelli […]; (e) che la fraternità […] diventerà l’ordine del giorno di un uomo di affari e la parola d’ordine dell’uomo di governo».

Su questa linea, il Dalai Lama, a proposito di quanto è successo negli Stati Uniti, scriveva ai suoi: «Per noi le ragioni (degli eventi di questi giorni) sono chiare. […] Non ci siamo ricordati delle verità umane più basilari. […] Siamo tutti uno. Questo è un messaggio che la razza umana ha grandemente ignorato. Il dimenticare questa verità è l’unica causa dell’odio e della guerra».

Ma chi ha indicato e portato la fraternità come dono essenziale all’umanità è stato Gesù, che ha pregato così prima di morire: «Padre, che tutti siano uno» (cf. Gv 17, 21). Egli, rivelando che Dio è Padre, e che gli uomini, per questo, sono tutti fratelli, introduce l’idea dell’umanità come famiglia, l’idea della “famiglia umana”. E con ciò abbatte le mura che separano gli “uguali” dai “diversi”, gli amici dai nemici. E scioglie ciascun uomo dai vincoli che lo imprigionano, dalle mille forme di subordinazione e di schiavitù, da ogni rapporto ingiusto, compiendo in tal modo un’autentica rivoluzione esistenziale, culturale e politica.

L’idea della fraternità iniziò così a farsi strada nella storia. E tutti vi sono chiamati: anche coloro che lavorano in politica. Lo ha detto, ad esempio, la Rivoluzione francese che nel suo motto, “Libertà, uguaglianza, fraternità”, ha sintetizzato il grande progetto politico della modernità, anche se questo progetto è stato inteso da essa in modo assai riduttivo. Inoltre, se numerosi Paesi, arrivando a costruire regimi democratici, sono riusciti a dare una certa realizzazione alla libertà e all’uguaglianza, la fraternità è stata più annunciata che vissuta.

Comunque la lezione del ventesimo secolo – è stato detto – è che il futuro più umano passa attraverso l’accettazione del trinomio biblico (libertà, uguaglianza, fraternità) purificato dalle letture ideologizzate e riportato all’auscultazione dell’uomo […] che si riscopre co-umanità. […] L’elemento base del trinomio, sul piano della garanzia vitale, è la fraternità.

Chiara Lubich

(Dall’intervento “Fraternità e pace per l’unità dei popoli” rivolto all’Amministrazione Comunale di Rimini – 22 giugno 2002)

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