La fraternità per abitare in maniera condivisa lo spazio pubblico (1)

Ripetiamolo senza posa: tutto ciò che non si rigenera, degenera: vale anche per la fraternità, ma questo la rende ancor più preziosa, fragile come la coscienza,
fragile come l’amore la cui forza è tuttavia inaudita”.
Edgar Morin

Un richiamo perentorio

Ancor più a causa della continua e preoccupante pandemia i nostri governanti chiedono sacrifici a tutti ma è tempo che i politici, quale sia la loro appartenenza e la diversità dei ruoli che svolgono, comincino anch’essi a fare qualche rinuncia prima di tutto non imponendo la propria parzialità come una pseudo totalità. Essi lo devono al Paese anche perché a maggior ragione come ha detto il grande Totò: «In tempo di crisi gli intelligenti cercano soluzioni e gli imbecilli cercano colpevoli». Sì, adesso serve la chiara e onesta consapevolezza di mettere in atto un processo che nella differenza e nel conflitto tende al bene comune. Questo è un tema cruciale proprio perché “va al cuore della malattia politica che a livello locale e internazionale infetta come un virus pandemico la costruzione della democrazia e la infetta talmente da rendere pericolante l’edificio e il proseguo stesso della democrazia. Senza questa riflessione alta e altra il pericolo è grave”. (2)
Perciò è molto importante che coloro che ci rappresentano, se vogliono dimostrare di operare davvero al servizio della costruzione del bene comune, non facciano più scivolare addosso alle proprie coscienze come pioggerellina – innocua, e al più fastidiosa -, senza lasciare traccia il recente pressante richiamo che per l’ennesima volta ha fatto il Presidente della Repubblica: “Ricordare i nostri morti è un dovere che va affiancato dal dovere della responsabilità; di proseguire nell’impegno per contrastare e sconfiggere questa malattia così grave. Mettendo da parte partigianerie, protagonismi, egoismi, per unire gli sforzi, di tutti e di ciascuno – quale che sia il suo ruolo e quali siano le sue convinzioni – nell’obiettivo comune di difendere la salute delle persone e di assicurare la ripresa del nostro Paese”.
Sì, esso non è più soltanto un consiglio ma in questa grave ora diventa più che mai un richiamo perentorio: non tradurlo in pratica infatti è essere consapevolmente irresponsabili di complicare pericolosamente il cammino verso la nostra stessa piena umanizzazione.

Continua…

1) Dall’edizione italiana del saggio di Edgar Morin: “Fraternità: perchè? Resistere alla crudeltà del mondo”
2) Piero Coda – (Da: L’unità vince il conflitto? (Personale trascrizione dalla Videoconferenza promossa dal Mppu)

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