La vita è un dono e una responsabilità

Ieri ci è stato ricordato che la vita è una prova ed alla fine anch’essa ha da superare un esame e cioè come abbiamo amato il prossimo: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi».
Esso interpella ciascuno di noi. “Qualunque sia, la nostra posizione nella società, non perdiamo le numerose occasioni che ci capitano per fare tanti atti d’amore, soprattutto verso i più bisognosi – gli affamati, i senzatetto, i malati, i disoccupati, gli emarginati, i tossicodipendenti – di cui veniamo giorno per giorno a conoscenza nelle nostre città e nei Paesi lontani. E quando ce ne dimentichiamo, ricominciamo subito. Il prossimo da amare non mancherà mai”. (1)
Ma interpella anche quanti agiscono in politica. “È carità stare vicino a una persona che soffre, ed è pure carità tutto ciò che si fa, anche senza avere un contatto diretto con quella persona, per modificare le condizioni sociali che provocano la sua sofferenza. Se qualcuno aiuta un anziano ad attraversare un fiume – e questo è squisita carità –, il politico gli costruisce un ponte, e anche questo è carità. Se qualcuno aiuta un altro dandogli da mangiare, il politico crea per lui un posto di lavoro, ed esercita una forma altissima di carità che nobilita la sua azione politica”. (2)

(1) Chiara Lubich – Dalla PdV di novembre 1984
(2) Papa Francesco – Dall’Enciclica Fratelli tutti, paragrafo 186

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