Far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità

Nell’agire socio-politico sono due i più impegnativi ostacoli che inevitabilmente mettono a dura prova il dialogo e cioè il conflitto e la categoria del nemico. È un dato di fatto che il confronto fra persone, fra vedute e progetti differenti, lo costatiamo quotidianamente, è fonte di conflitto il quale accade a tutti i livelli: tra i diversi ruoli istituzionali, tra le forze politiche, tra quanti compongono la società civile.
Allora occorre prendere coscienza di ciò in modo che il conflitto non venga subìto passivamente ma affrontato e la maniera più adeguata per farlo è guardarlo in faccia, accettarlo e cercare insieme la via della soluzione andando oltre il conflitto nella direzione di ciò che è ancora comune, per ritrovare – al di là delle posizioni divergenti – una reciprocità che subito non appare (altrimenti non ci sarebbe il conflitto!) ma che è possibile nella misura in cui si cerca di guardare agli altri nella loro dignità più profonda e fare l’esperienza così che davvero l’unità è superiore al conflitto.
Tutto ciò è molto esigente in quanto agire così non significa rinunciare a esprimere il proprio pensiero, anzi, il rapporto tra verità e amore in politica è una sfida continua perché tu devi dirla la verità, tu devi dare giudizi politici, tu devi esprimere il tuo dissenso se su alcune posizioni non ti ritrovi. Se poi l’altro sceglie di essere nostro nemico sta a noi non interrompere il dialogo o a riprenderlo ogni volta che si interrompe, amare chi ci è nemico, fare del bene a quelli che ci odiano dando così continuamente la possibilità all’altro di cambiare e… di farti cambiare!
È veramente possibile mettere in pratica ciò? Sì, il segreto è nell’arte di amare di Chiara Lubich sperimentata tantissime volte e nelle situazioni più diverse la quale in estrema sintesi può essere declinata così: fraternizzare con tutti, fraternizzare per primi, fraternizzare facendosi uno cioè entrare nel cuore dell’altro, fraternizzare fino a suscitare la reciprocità.
È vivendo così dentro le istituzioni, nei partiti, tra di loro e nel rapporto con i cittadini che si può davvero esprimere la migliore politica e ridare così valore alle relazioni e alla partecipazione di tutti. Il fine più alto dell’agire politico in fondo è proprio quello di concorrere a fare in modo che… possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: «Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura».

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