Perché il 2021 sia davvero migliore

Cosa ci ha insegnato l’anno che se n’è andato? Il 2020 è stato così drammatico che sarà ricordato tra gli avvenimenti più dolorosi per l’intera umanità. Esso però ci ha anche insegnato qualcosa di molto importante che non dovremmo più dimenticare in quanto la pandemia, che ci ha duramente colpito, ci ha costretto a ridefinire le priorità, a discernere ciò che conta davvero, a prendere coscienza che siamo realmente tutti in relazione.
Così infatti ha scritto la sociologa Chiara Giaccardi: “Ciò che ha consentito di “reggere”, alla fine, sono stati i legami di prossimità, sollecitudine e cura tra le persone (…). Abbiamo infatti sperimentato che non possiamo fare a meno gli uni degli altri. Per questo ci si affacciava al balcone per chiacchierare con quel vicino di cui in tempi “normali” non sapevamo neppure il nome; o i giovani sono andati a fare la spesa per gli anziani (…). Quello che abbiamo imparato, sulla nostra pelle, può essere un nuovo inizio, se vogliamo”.
Per questo allora dal nuovo anno non chiediamo soltanto che sia migliore, chiediamoci anche cosa siamo disposti a fare noi perché il 2021 sia davvero migliore. E lo sarà se sapremo avviarci più speditamente verso la fraternità universale. Ciò significa concretamente impegnarci prima di tutto a “ravvivare di proposito l’amore reciproco, ravvivare i rapporti con tutti, perché non siano ricoperti dalla cenere dell’indifferenza, dell’apatia, dell’egoismo”. E poi, facendo tesoro dell’esperienza che stiamo vivendo, imparare a saper cogliere il positivo anche là dove i nostri occhi vedono solo l’oscurità.

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