Al cuore di ogni vita starebbe una fraternità originaria (1)

Insieme ad un gruppo di amici stiamo leggendo e riflettendo su un saggio del pensatore francese Edgar Morin “La fraternità perché?” e personalmente in questa prima parte di esso sono rimasto molto colpito da due pregnanti affermazioni: oggi evidenzio la prima.* Come messo in rilievo nel titolo stesso di questo post egli va mostrando come esiste una fraternità nella natura e questa sua profonda costatazione, essendo lui un non credente, ha suscitato in me un grande stupore in quanto vi ho trovato in ciò un qualche legame con l’esperienza mistica vissuta da Chiara Lubich, la quale ha avuto lo straordinario dono di contemplare con gli occhi dell’anima che davvero “qui sulla terra tutto è in relazione d’amore con tutto, ogni cosa con ogni cosa”. Per comprendere dunque quanto ciò sia essenziale proprio per concorrere così a realizzare una convivenza davvero fraterna con il creato e ogni essere vivente riporto questi brevi appunti.

«Se i pini erano indorati dal sole, se i ruscelli cadevano nelle loro cascatelle luccicando, se le margherite e gli altri fiori ed il cielo erano in festa per l’estate, più forte era la visione d’un sole che stava sotto a tutto il creato. Vedevo, credo, in certo modo, Dio che sostiene, che regge le cose. E Dio sotto le cose faceva sì che… non fossero… come noi le vediamo; erano tutte collegate fra loro dall’amore, tutte – per così dire – l’una dell’altra innamorate. Per cui se il ruscello finiva nel lago era – non per caso, ma – per amore. E se il pino si ergeva accanto ad un altro era per amore. E la visione di Dio sotto le cose, che dava unità al creato, era più forte delle cose stesse; l’unità del tutto era più forte che la distinzione delle cose…». (…)

E ancora: «Chi mi sta vicino è stato creato in dono per me ed io sono stata creata in dono per chi mi sta vicino. Immersi in questa luce, abbiamo visto come qui sulla terra tutto è in relazione d’amore con tutto, ogni cosa con ogni cosa. Occorre però essere l’Amore per trovare il filo d’oro fra gli esseri».

Chiara Lubich

* La seconda affermazione sarà oggetto del successivo post.

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