CAMBIARE NON SOLO SI PUO’… SI DEVE!!!

Anche oggi avverto l’importanza di insistere rispetto a quanto ho espresso ieri perchè è del tutto evidente quanto sia urgente un rinnovamento della classe politica e quindi di conseguenza le prossime elezioni non possono essere ancora una volta soltanto un “affare” di pochi capipartito: mi chiedo infatti che senso avrebbe andare a votare se per l’ennesima volta ci presenteranno le solite vecchie facce e per di più tanti di loro in questa legislatura hanno perfino più volte cambiato casacca?
Va tenuto conto poi che un po’ tutti i partiti, pur rilevando che il Pd con le primarie appena fatte potrà presentare per la prima volta un candidato premier scelto davvero dai cittadini/elettori, chi più chi meno sono affannati a ridefinire la loro identità e quindi è quasi praticamente impossibile che potranno attuare le primarie per scegliere i propri singoli candidati per il Parlamento.
A questo riguardo vale la pena precisare che la richiesta di partecipazione oggi più che mai sarebbe opportuno che si potesse attuare su due piani. Uno è quello all’interno dei partiti i quali vanno rifondati profondamente e le primarie sono uno degli strumenti importantissimi per garantire che le scelte vengono fatte davvero con il coinvolgimento attivo da parte di tutti i componenti. L’altro è la partecipazione alle elezioni che per sua natura coinvolge davvero proprio tutti, cioè sia coloro che agiscono dentro i partiti e sia coloro che operano nei differenti modi all’interno della società, e per questo è indispensabile che vengano individuati degli strumenti che consentano di esercitare liberamente la selezione delle candidati.
In questa logica allora le due diverse modalità non sono alternative proprio perché ciascuna concorre a rendere il più trasparente possibile il risultato finale: eleggere persone che rappresentino davvero la volontà degli elettori.
È del tutto evidente però che ora più che mai occorre uscire da un pericolosissimo equivoco in quanto adesso in gioco dobbiamo metterci veramente tutti e quindi dobbiamo dirci con grande chiarezza che il DIRITTO di scegliere implica il DOVERE di non delegare ma farsi rappresentare e ciò significa che diventa indispensabile stabilire un patto tra eletto ed elettori che vincoli attivamente gli uni e gli altri per tutto il tempo del mandato.
Come infatti mi scrive Katia su facebook, la quale ha partecipato ad un appuntamento molto interessante: “A Genova abbiamo potuto osservare come si sta facendo strada una democrazia 2.0: quella dove i cittadini prendono il loro posto di interlocutori delle istituzioni in modo costante. Niente più dare il proprio voto e poi dimenticarsi di tutto per i 5 anni successivi, ma collaborare concretamente al governo delle città. Solo questo può dare un senso e un nuovo equilibrio alla democrazia. Al convegno si diceva di andare oltre: patto tra eletto e società, in tutte le forme di aggregazione che questa esprime. La democrazia per il livello culturale che abbiamo oggi, dove non c’è differenza sostanziale di competenze, cultura e impegno tra la componente dirigenziale e i cittadini, chiede un salto di qualità”.

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