Ricercare la coesione è sempre più determinante

L’urlare, la supponenza, la delegittimazione, i veti incrociati, il rancore… evidenziano il narcisismo dei propri atteggiamenti e quindi quanto sia ingannevole l’intenzione di voler davvero perseguire l’interesse generale. Una classe politica che ricerca davvero il bene comune non può esser divisiva ma costruttrice di ponti. Per questo chi agisce in politica è chiamato a dimostrare di essere capace di discendere in quanto – anche se può sembrare un perdere la propria identità, un abbassarsi – in realtà è un accrescere l’amore, la fraternità: è su di essa infatti che è necessario trovare le più larghe intese proprio perché la fraternità permette di essere distinti nell’unità e dunque è la più potente strategia per una solida governabilità.
Riguardo a trovare la soluzione della crisi politica in atto è compito del Presidente della Repubblica ma anche noi cittadini siamo chiamati ad esercitare la nostra sovranità, che viene prima delle appartenenze, così da aiutarlo nel far comprendere l’importanza della corresponsabilità. Ciò significa che non possiamo rimanere passivi spettatori e nemmeno comportarci da ultras ma è nostro dovere reagire chiedendo a tutte le forze politiche che cessino ogni ostilità e ricerchino quella coesione sempre più determinante: nessuna di loro infatti può e deve parlare a nome nostro se non sono disposte a far tacere ogni egoismo per mettersi insieme, nel rispetto delle differenti identità, al servizio davvero del bene dell’Italia.

* La seconda affermazione di Morin prevista oggi è rinviata al prossimo post.

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