Non da soli… insieme!

Sabato, 24 novembre 2012, sul suo profilo facebook del Presidente del Pdl Silvio Berlusconi era presente un post dove, tra l’altro, lui ha fatto una affermazione inerente al processo democratico che a me sembra non vada sottovalutata e per questo ho deciso di provare a esprimere al riguardo il mio pensiero. Egli infatti afferma che: “Nessuno dei partiti che adesso vanno in tv potrà realizzare il proprio programma se non si cambia l’architettura istituzionale del Paese e la Costituzione si può cambiare solo se c’è un partito con la maggioranza assoluta”.
Ammesso che ciò trovi una legittimità giuridica e risultasse numericamente possibile a me sembra che agire così sia eticamente mortificante e lo conferma anche il fatto che ho sempre sentito dire che la Costituzione non è nata da una imposizione di un partito ma è stata scritta proprio con il concorso di differenti contributi e quindi frutto appunto di un ampia e variegata condivisione.
Comprendo benissimo che da soli possa essere più facile e veloce mentre un’ampia condivisione richiede inevitabilmente enorme fatica e tempi più lunghi ma bisogna evitare ad ogni costo la tentazione di fare da sé perché in questo modo si perde ciò che anche gli altri partiti possono dare e senza il quale si rimane miseramente più poveri: è unicamente infatti nel sofferto sforzo di capire le ragioni uni degli altri che ci si arricchisce reciprocamente e di conseguenza si trovano le soluzioni più appropriate proprio perché più ponderate e dunque più lungimiranti.
Ecco quindi il motivo per cui, pur nella mia ignoranza, rimango pienamente convinto che sia davvero questa la strada maestra da seguire anche oggi, forse ancor più proprio oggi, perchè porre mano alle modifiche del sistema democratico esige la capacità di essere non escludenti ma il più includenti possibili anche perché così, fra l’altro, le decisioni prese non rimangono esposte a cambiamenti anche radicali ad ogni nuova legislatura.
Tutto ciò vale per la stessa riforma della legge elettorale e lo dimostra il fatto che nonostante le tante proposte avanzate, che ormai sta per scadere il tempo utile per poterla approvare non si è trovato ancora nessun accordo e sarebbe un arroganza imperdonabile imporre un’altra volta una soluzione così come è stato fatto con il ‘porcellum’: quello di cui adesso infatti c’è urgentemente bisogno da parte di tutti è la volontà e l’onestà intellettuale di voler davvero ricercare insieme una proposta veramente condivisa, soprattutto tra Pdl e Pd, e questo è più che possibile a condizione però che a contare più di tutto sia l’esigenza di concorrere a elevare la qualità stessa della democrazia.
E visto che i termini della questione non è soltanto la governabilità ma anche il diritto di poter selezionare le candidature spero che i partiti si rendano conto che, senza una soluzione condivisa in tal senso, si avviano verso una bruciante disfatta perchè questa volta i cittadini/ elettori reagiranno con forza all’ennesimo sopruso.

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