Promuovere sempre più la sinodalità (5 e ultimo)

Promuovere sempre più la sinodalità, affinché tutti… siano corresponsabili e partecipi (…). Chi ha la responsabilità del governo, è chiamato a favorire e attuare una trasparente consultazione non solo in seno agli organi direttivi, ma a tutti i livelli, in virtù di quella logica di comunione secondo la quale tutti possono mettere al servizio degli altri i propri doni, le proprie opinioni nella verità e con libertà”.
La sinodalità, quindi, vuol dire qualcos’altro rispetto alla collegialità, in quanto essa riguarda i rapporti e la collaborazione fra membri di uno stesso organismo, invece la sinodalità ha un respiro più largo e complesso e l’aggettivo che più le corrisponde rispetto all’agire politico è fraternità aperta: essa infatti è un processo che coinvolge tutti e rende possibile la convivialità delle differenze proprio perchè la sua natura è sinfonica, poliedrica e perciò valorizza tutte le diverse componenti della società, dell’intera Comunità rendendo così possibile il convenire insieme, muoversi di concerto, realizzare l’unità fra tutti. Essa dunque è davvero la risposta più radicale per riannodare il rapporto, oggi sempre più fortemente compromesso, tra Parlamento e società, tra i parlamentari e cittadini, tra i parlamentari e il loro territorio, tra la politica e la vita comune. Non ci poteva essere migliore conclusione! 

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