La pandemia: tempo di lotta, non di rassegnazione

Il protrarsi dell’insicurezza, percepita ancor più dalle continue misure restrittive, a causa della pandemia fa sentire ancor più la sofferenza tanto che verrebbe da dire: basta non ne possiamo più. Nonostante tutto però dobbiamo evitare di assumere atteggiamenti che compromettano tutti gli sforzi in atto, così come di cedere alla tentazione di subire passivamente tutto ciò – anche perché il quotidiano numero sempre più impressionante di coloro che muoiono a causa del virus sono un continuo, doloroso monito a non abbassare assolutamente la guardia – e quindi bisogna reagire in quanto come ci ricorda anche uno dei protagonisti di quel famoso film ‘Love story’: “Amare significa non dire mai mi dispiace”. Comprendere cioè che è necessario dare un senso più alto a questa che ci appare un’interminabile prova in cui si troviamo a vivere e per questo allora può essere di grande aiuto fare nostra questa provocante e impegnativa conclusione di D. Patrizio Scalabrini, con la quale sintetizza una sua recente relazione:
Tempo di pandemia non come tempo di punizione ma come di possibile educazione. Tempo per scoprire la qualità reale del nostro cuore. Tempo per rivedere la qualità della nostra relazione… Tempo per capire le cose di cui viviamo davvero, quante cose belle avevamo e forse non ci rendevamo conto di avere. Quindi tempo per riscoprire la gratitudine. Tempo per essere più solidali con chi soffre proprio perché accomunati tutti nella medesima sofferenza. Tempo di lotta, non di rassegnazione. Tempo di fraternità. Tempo di speranza”.

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