Pensarsi dentro un futuro comune, da costruire insieme

«Sentirsi “comunità” significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa “pensarsi” dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese. Vuol dire anche essere rispettosi gli uni degli altri. Vuol dire essere consapevoli degli elementi che ci uniscono e nel battersi, come è giusto, per le proprie idee rifiutare l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore».
Se c’è in particolare una costante che caratterizza l’intero mandato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è lo spirito di coralità che lo anima e lo si coglie, per riprenderne soltanto un’importante aspetto, proprio rileggendo questo pensiero del suo Discorso di fine anno (2018) che è stato veramente di altissimo profilo etico e politico.
In esso l’idea di unità nazionale si arricchisce del concetto di “comunità” nazionale, aperta e inclusiva, un esplicito richiamo quindi il suo innanzitutto all’agire delle forze politiche affinché si impegnino a ricomporre la lacerante frammentazione in atto e ciò proprio a motivo del loro alto ruolo istituzionale che richiede coesione e non divisione. Esso però interpella anche ciascuno di noi in quanto siamo tutti parte integrante di questa nostra comunità nazionale e perciò chiamati a fare, con altrettanta responsabilità, tutta la nostra parte: sì, proprio tutti, ognuno secondo il proprio ruolo, dobbiamo davvero “sentirci” dentro un futuro comune, da costruire insieme.
La politica è per sè un bene, il far politica è, in genere, un atto di amore per la collettività: tante volte può essere anche un dovere per il cittadino”. (Luigi Sturzo)

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