Chi non ama suo fratello è omicida

Questo pensiero di Ermes Ronchi ci interpella così tanto da chiederci di fare un profondo capovolgimento del nostro agire personale e comunitario: egli infatti afferma che se non arriviamo ad amare i nostri nemici significa che alla vita degli altri non diamo tutta l’importanza che essa merita. Penso in particolare a quanto ci sia bisogno che questo coraggioso atteggiamento lampeggi nella mente e nel cuore di tutti coloro che nei differenti ruoli sono chiamati a realizzare, attraverso l’arte della politica, il bene comune.
“Il problema grande, se vogliamo portare avanti il discorso del comandamento (non uccidere), è che dobbiamo arrivare al capovolgimento che fa Gesù. Tu non ucciderai lo trasforma in non ucciderai il tuo nemico, anzi, lo amerai: amate i vostri nemici e questo è il capovolgimento, se non arriviamo a questo la vita degli altri per noi non è sacra. Certo, per noi amare non significa sentire palpitare il cuore, però San Giovanni nella sua lettera ha detto una cosa strepitosa, dice: chi non ama è omicida. Sentite che roba, chi non ama suo fratello è omicida, non chi gli fa del male ma chi non lo ama perché lo annulla, lo elimina, non gli interessa, come non ci fosse, lo rende un oggetto: chi non ama uccide, cioè il disamore è omicida, questa è la profondità”. (Ermes Ronchi)

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