Spes contra spem

Le forze politiche sono sempre più condizionate dai sondaggi in quanto continuamente affannate a contarsi per il possesso del potere e per questo disposte perfino a barattare con chi ci sta i propri valori fondanti pur di coalizzarsi con l’unico intento di riuscire così a battere numericamente gli avversari. A parte poche e lodevoli eccezioni riguardo alla democrazia interna nei diversi partiti, quello che rende ciò ancor più intollerabile è che tutto viene deciso soltanto da pochi cioè senza congressi e senza nessun coinvolgimento attivo dei cittadini perciò senza un progetto davvero ampiamente condiviso insieme.
Troveremo dunque un po’ di dignità per impedire che questi pochi decidano sempre per tutti noi? Si tratta infatti di salvaguardare due pilastri della nostra Costituzione: l’esercizio della sovranità che spetta ai cittadini (art.1) e il “concorrere con metodo democratico” da parte dei singoli soggetti politici (art.49).
Questo concretamente significa dunque chiedere responsabilmente alle forze politiche di mettere mano finalmente a quella loro riforma da troppo tempo disattesa così da rigenerare e portare finalmente a compimento quello spirito costituzionale sopra citato: se infatti non vengono fissate prima nei singoli statuti in modo verificabile le regole indispensabili con cui esse si impegnano ad attuare il metodo democratico è del tutto evidente che vengono a mancare i requisiti fondamentali per poter condividere insieme la stessa legge elettorale e lo dimostra purtroppo la gravissima manipolazione che da troppo tempo i governanti di turno fanno a discapito delle elettrici/elettori.
Allora spes contra spem. Sperare contro ogni speranza, cioè “essere speranza” in atto più che avere speranza.

Ho condiviso queste brevi considerazioni unicamente con l’intento del tutto palese di continuare a sollecitare l’attenzione rispetto ad una questione che avverto sempre più dirimente per un agire davvero democratico: sono infatti pienamente cosciente che tra i parlamentari ci sono non pochi che operano con rettitudine e che non bisogna giudicare allo stesso modo le differenti forze politiche, ma è però altrettanto vero purtroppo che è sempre più visibile quanto sia davvero indispensabile da parte di tutti impegnarsi affinché la politica ritrovi di nuovo il suo dover essere: servizio condiviso. Perseverare dunque nell’insistere con ferma determinazione fino a che ciò avvenga è un dovere inderogabile da parte nostra.

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