Costruiamo insieme il Paese che abitiamo!

Ieri ho assistito alle dichiarazioni di voto alla Camera sul decreto legge riguardo ai costi della politica negli enti locali, il cosiddetto “Salva comuni”, e ho avuto una stretta al cuore in quanto, più che entrare nel merito della questione, gli interventi e i toni usati hanno evidenziato in modo drammatico che purtroppo siamo già entrati in campagna elettorale.

Tutto questo fa più che presagire che essa sarà durissima… da resa dei conti e la responsabilità di tutto ciò è bene precisarlo non può essere imputabile allo stesso modo a tutti i partiti perché, ribadisco quanto ho detto ieri, è irrazionale che ci sia chi faccia prevalere il particolare sull’interesse generale, che ancora una volta si voglia tornare a personalizzare l’agire politico perchè tutto ciò finirà per far di nuovo precipitare il Paese in un pesante scontro nel quale saremo tutti perdenti.

Detto questo però è veramente auspicabile che in tutti prevalga la capacità, più che dare importanza ai personalismi così da non esasperare  il confronto, di saper continuare a parlare e ad affrontare con serenità i problemi del Paese, e fare questo non solo finché ciò sarà permesso (cioè fino alla scadenza naturale della legislatura) ma anche durante tutta la stessa campagna elettorale: solo così infatti sarà possibile rendere credibile il proprio operato e distinguersi così dai venditori di fumo i quali dovranno essere “semplicemente” rimandati a casa.

È urgente infatti rinnovare la classe politica anche perché come ha detto molto bene Marco Fatuzzo «Serve un patto tra generazioni che consenta, in modo quasi naturale e non conflittuale, al Paese di liberarsi da una ingessatura di ruoli a vita (nella politica, come nelle amministrazioni pubbliche, nelle università). In quello straordinario manifesto della più alta rivoluzione sociale che è il Magnificat, troviamo un modello emblematico. Vi troviamo verbi “gentili” («depose» i potenti dai troni, «innalzò» gli umili): nessuna contrapposizione violenta, nessuna rottamazione, solo un avvicendamento, un ricambio sociale, che ha luogo in modo pressoché indolore: una gentile «deposizione», un gentile «innalzamento».

Occorre cioè essere pienamente consapevoli che, se per raggiungere il bene comune serve l’impegno responsabile davvero di tutti, l’apporto dei giovani non può mancare proprio perché essi hanno tutto il diritto da subito di poter dare il loro insostituibile contributo e non solo nella prospettiva del proprio futuro ma per rendere già credibile il loro stesso presente: non si tratta infatti di fare del facile giovanilismo ma di rendersi conto, da parte di noi adulti, che il più delle volte parliamo di loro solo in termini di futuro e questo troppo spesso nasconde l’arrogante pretesa di non voler dare loro l’opportunità concreta di essere veramente protagonisti già fin d’ora dentro le città e nei confronti del Paese stesso.

Quanto ciò sia una sentita esigenza ne ho avuto una ulteriore conferma da quanto mi ha scritto proprio ieri sera un giovane, il quale insieme ad altri stanno dando vita ad una interessante iniziativa di impegno civico denominata Giovani Protagonisti Bergamo, e quanto vorrei che ciò si tenesse davvero in  grandissima considerazione:

                          Costruiamo insieme il Paese che abitiamo!

1 pensiero su “Costruiamo insieme il Paese che abitiamo!

  1. Ieri sera il premier Monti è stato ricevuto dal Presidente Napolitano e nel comunicato che è stato subito dopo diramato si afferma che: “Il Presidente del Consiglio ha rilevato che la successiva dichiarazione resa ieri in Parlamento dal Segretario del PdL on. Angelino Alfano costituisce, nella sostanza, un giudizio di categorica sfiducia nei confronti del Governo e della sua linea di azione. Il Presidente del Consiglio non ritiene pertanto possibile l’ulteriore espletamento del suo mandato e ha di conseguenza manifestato il suo intento di rassegnare le dimissioni”.
    Una cosa è certa e cioè che adesso comunque vada il lavoro iniziato e i sacrifici fatti verranno fortemente penalizzati e oltretutto dovremmo subire un’altra intollerabile ingiustizia in quanto ci verranno a chiedere di andare a votare ancora una volta con il porcellum, cioè di fatto a ratificare i nominati: assolutamente INACCETTABILE!!! Per questo se potessi mi metterei in ginocchio e supplicherei uno a uno tutti i leaders politici affinché rimettano almeno la preferenza (costringendoli così a mettere candidati presentabili)… altrimenti fossi in loro comincerei a preoccuparmi moltissimo.

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