L’ideologia e l’onestà

Offusca la mente, distorce la realtà, alimenta odio e contrapposizione. È l’ideologia, sostanzialmente una lente deformata e deformante che una volta inforcata risulta difficile da togliere, anzi rischia di divenire un tutt’uno con la persona, per anni e magari per sempre, un habitus mentale che spesso finisce per diventare incontrollato e incontrollabile. «Un pensiero è innocuo finché non l’abbiamo creato – scriveva la scrittrice statunitense Byron Katie –. Non sono i nostri pensieri, ma l’attaccamento ai nostri pensieri quello che causa la sofferenza. Attaccarsi ad un pensiero, significa credere che è vero, senza porlo in discussione». Di ideologie che hanno prodotto drammi nella storia anche recente siamo tristemente a conoscenza. (…)
Un pericolo, quello dell’ideologia, da cui nessuno di noi è esente anche nella vita quotidiana. Non di rado, infatti, siamo convinti di agire in nome di nobili idealità e non ci accorgiamo che, invece, siamo caduti nella trappola dell’ideologia mascherata di idealità. Come fare a distinguere e a invertire la rotta?
Forse un criterio può essere quello di chiederci se siamo disponibili a metterci in discussione, ad ascoltare l’altro fino a “farci uno”, direbbe san Paolo, cioè entrare profondamente nella pelle anche di chi la pensa in maniera diametralmente opposta alla nostra.
Forse un antidoto può essere quello di far ricorso all’onestà intellettuale, quella che ci porta prima di tutto a far chiarezza dentro di noi, ad ammettere a noi stessi i limiti del nostro pensiero, a considerare la possibilità che la verità non stia tutta da una parte, la nostra, a non imbrigliare mente e cuore dentro schemi che non permettono a niente e a nessuno di farsi spazio. Una mia amica in situazioni del genere suggerisce: «Ragiona!». Un invito da prendere in seria considerazione.

Aurora Nicosia
Direttore Responsabile Città Nuova

* Fonte: dall’editoriale di Città Nuova, Agosto 2021

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*