Un nuovo pensare anche in politica

In continuità con il post precedente è importante mettere in rilievo come il tempo che viviamo evidenzia drammaticamente la necessità di un nuovo pensare che sia all’altezza delle impegnative sfide che si trova ad affrontare la stessa umanità e oggi più che mai l’orizzonte in cui porsi è quello della fraternità universale. Diventa cioè essenziale cercare l’unità nell’accoglienza, riconoscendo le reciproche differenze nel nome di una comune umanità, che chiede riconoscimento e valorizzazione di tutte le culture e i popoli. In quest’ottica di essere sempre propositivi e aperti alla più ampia condivisione diventa allora essenziale anche comprendere in tutta la sua profondità questa fondante riflessione quale contributo per rifondare la stessa politica.
«E necessario ripartire da un pensiero alto, vero e plurale, nella logica del reciproco riconoscimento, perché “ho bisogno della diversità dell’altro”. Dunque anche in politica, dopo la fine delle grandi narrazioni della modernità e l’affermarsi della “popolo-crazia”, occorre rifondare l’azione a livello culturale, a livello di pensiero. Per noi dell’Mppu, l’esigenza del riconoscimento dell’avversario nel conflitto di idee è politica. Solo con l’altro e con il diverso posso costruire la polis. (…) Un nuovo pensiero politico capace di “contenere” la ricchezza delle diversità nella bellezza dell’unità. Da questo nuovo e alto livello, il pensiero potrà farsi azione politica e testimonianza per la ricostruzione della res publica. (…) Il Mppu nasce proprio per “l’unità degli opposti”». *

*Silvio Minnetti Presidente del Movimento politico per l’unità italiano (Mppu) Da un intervista rilasciata a Città Nuova giugno 2019

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